Il viaggio della speranza di Martin Atkinson

Non è stato invitato, selezionato per arbitrare o gli è stato regalato un biglietto per una delle partite dell’Inghilterra. Nonostante tutto però, Martin Atkinson a Russia 2018 ci sarà.

E per arrivarci ha scelto una delle vie in assoluto più difficili: la bicicletta. Ve lo immaginate il buon Martin passare dall’alzare il braccio per segnalare un fuorigioco a farlo per indicare alle automobili che sta girando verso destra o sinistra?

Anche se tutto ciò sembra non avere senso, in realtà nasconde dietro di sé un significato molto più profondo. Come già fatto in passato infatti, Atkinson (coadiuvato dal fedele amico e collega Jon Moss) è solito portare a termine questi lunghi e complicati percorsi per raccogliere fondi da devolvere in beneficienza a ben 4 diverse associazioni.

Nel 2016, tra lo stupore generale, sempre Atkinson aveva deciso di percorrere migliaia di chilometri su e giù per l’Inghilterra per visitare tutti e 20 gli stadi della Premier League e raccogliere fondi per le organizzazioni benefiche no profit. Un itinerario intrigante, che l’arbitro era riuscito a compiere grazie all’ausilio (anche in quel caso) della propria bicicletta.

Questa volta però, la sfida sembra quasi impossibile. Un viaggio di 18 giorni, attraverso Francia, Germania, Belgio, Olanda e Polonia che si concluderà il 28 giugno al Kalingrad Stadium, sede della sfida tra Inghilterra e Belgio e valida per la terza e ultima giornata del girone. Un percorso di oltre 1000 km che andrà in aiuto del St David’s Hospice Care, della  Yorkshire Young Achievers Foundation, della Jane Tomlinson Appeal e della University Hospitals Coventry & Warwickshire Charity, 4 associazioni che operano sul suolo inglese e aiutano quotidianamente centinaia di persone affette da problematiche tutte diverse l’una dall’altra.