Quella volta che Cristiano Ronaldo diventò un fenomeno del ping pong
Patrice Evra ha raccontato un aneddoto che spiega i segreti del campione portoghese.

Ha vinto qualsiasi tipo di riconoscimento personale possibile, ha stupito milioni di persone con le sue giocate e i suoi gol fantasmagorici, ha portato le sue squadre a vincere ogni singola competizione alla quale hanno partecipato e da giovane promessa è diventato in meno di un decennio il calciatore più forte al mondo (e di tutti i tempi?).

La sua continua e costante crescita, nonostante anche per lui l’età avanzi inesorabile, sono la chiara dimostrazione di che tipo di personaggio stiamo parlando: un perfezionista maniacale nei metodi (che si tratti di allenamento o nutrizione), dotato di un’autostima fuori dal comune e di una cura personale inimmaginabile. Da qualsiasi parte lo si guardi, almeno dal punto di vista professionale, Cristiano Ronaldo non sembra avere difetti.

I suoi figli, il calcio e le macchine di lusso, l’attenzione a ogni singolo cibo che ingerisce, l’allenamento, la moda: essere uno dei personaggi più fotografati e seguiti al mondo non gli impedisce certo di coltivare le proprie passioni. CR7 è un fenomeno non solo per i record che infrange ogni weekend o i gol su punizione che realizza all’ultimo minuto, ma anche e soprattutto perché l’atleta che noi tutti conosciamo e ammiriamo da dietro uno schermo, vive la sua vita con la stessa attenzione con la quale si prepara a calciare un rigore decisivo o affronta un avversario nell’uno contro uno nell’ultima azione di una partita.

Un uomo talmente ossessionato dalla perfezione, che non accetta di perdere nemmeno quando, nel tempo libero, gioca contro i suoi amici. A rivelarlo è stato Patrice Evra, amico di Cristiano Ronaldo e suo compagno di squadra ai tempi del Manchester United, che in una sua recente apparizione tv, ha raccontato un aneddoto molto particolare sul Ronaldo “amico”, quello che le telecamere non riescono a riprendere e che, per certi versi, è forse peggio del Ronaldo calciatore.

“Ricorderò sempre quando Rio (Ferdinand, ndr) vinse contro di lui a ping pong. Tutti esultavano e facevano casino, eccetto Ronaldo. Chinò la testa e per le successive due settimane non fece altro che allenarsi a ping pong quando tornava dagli allenamenti. Appena si sentì pronto, ci invitò tutti e batté Rio davanti a tutti noi. Questo è Cristiano Ronaldo: un fenomeno in ogni aspetto della vita”.

Un bellissimo ricordo, che Evra porterà con se per molto tempo ma che spiega esattamente di che tipo di personaggio stiamo parlando. Vincere non è mai frutto del caso. E se si perde, occorre rialzarsi, allenarsi e riprovare per vincere. Nel calcio, come nella vita.

“E mi raccomando – aggiunge Evra – se vi invita a casa sua a mangiare, dite di no. Una volta stavamo tornando da un allenamento, eravamo sfiniti e mi fermai da lui. Mangiammo un pollo, un’insalata e bevemmo dell’acqua. Pensavo fosse finita la ma mi sbagliavo di grosso: nella successiva mezzora mi invitò prima a palleggiare con lui con il pallone e poi di nuotare con lui in piscina. È una macchina da guerra. E non c’è nulla che può fermarlo”.

Quanto fosse forte Cristiano Ronaldo non c’era bisogno che ce lo spiegasse di certo Patrice Evra, ma racconti di questo tipo ci danno una disamina esatta di come stanno le cose. Inutile sperare che con il tempo perda lucidità o il suo fisico gli impedisca di mantenere i ritmi del calcio moderno: non ce la darà vinta così facilmente.