Com’è andato realmente il ritorno in campo di Scholes?
Alla veneranda età di 43 anni, l'inglese ha toccato quota 500 presenze in campionato

 

Sir Alex Ferguson lo ha definito il miglior centrocampista che abbia mai visto. I tifosi del Manchester United lo hanno denominato “The Silent Hero”, per la sua capacità di essere leader senza proclami e per quel suo modo di fare (e di giocare) tanto silenzioso, quanto efficace. Zidane, a una giornalista che gli chiedeva come ci si sentisse a essere il miglior giocatore al mondo nel proprio ruolo, ha risposto dicendole di aver sbagliato persona. Il motivo? La domanda andava fatta a Paul Scholes.

Indubbiamente Scholesy (come lo chiamavano amichevolmente i compagni) è stato senza dubbio uno dei giocatori più forti in assoluto ad aver calcato un campo di calcio: ha collezionato 718 presenze e conquistato 25 trofei con i Red Devils, meritandosi la nomina nella Hall of Fame del calcio inglese, a conferma del fatto che non basta essere figli d’arte per conquistarsi l’attenzione dei media e arricchire la propria bacheca.

Un tipo particolare, spesso schivo e avverso agli scherzi, ma non per questo insensibile e privo di iniziativa. Ha sempre potuto contare sulla vicinanza di compagni con i quali ha condiviso lo spogliatoio sin da quando era adolescente ed è cresciuto sotto la guida del miglior allenatore di tutti i tempi. Insomma, se c’è una cosa della quale Scholes può lamentarsi, di certo non è la sua carriera.

Oggi lo si vede ogni tanto in tv come opinionista e giusto qualche settimana fa è tornato in auge per l’accusa pubblica mossagli da Mino Raiola, che lo definiva un uomo che “necessita di parlare a vanvera solo per evitare di essere dimenticato”. Una polemica inutile e totalmente insensata alla quale Scholes, come da tradizione, ha risposto con l’arma migliore: il silenzio.

Sabato scorso, però, è stato però immortalato in quello che sembra essere il suo nuovo (o vecchio, a seconda del lato dal quale lo si guarda) hobby: il calcio giocato. Il buon Paul infatti, è comparso tra le file del Royton Town, club militante in 11^ lega, durante la sfida contro il Stockport Georgians. Una sorpresa per tutti, giocatori avversari compresi, che nel post partita lo hanno avvicinato anche solo per stringergli la mano.

Il portiere dei Georgians, che tra le altre cose è un grandissimo tifoso del Manchester City, ma a fine partita non è riuscito a trattenere l’emozione:

“Vi rendete conto? Ho giocato contro Paul Scholes. Un grande uomo. Da queste parti lo si vede spesso perché viene a vedere giocare il figlio, ma tutto mi sarei aspettato eccetto la sua presenza qui oggi”.

A quanto pare infatti, Scholes ha deciso di giocare solo la mattina del giorno della partita. Venuto a conoscenza del fatto che al Royton Town mancavano dei giocatori, si è proposto per sostituirne uno. Richiesta accolta senza esitare, ovviamente, sebbene l’ex Manchester United non abbia fatto sconti a nessuno, entrando più volte in tackle sugli avversari e umiliandoli, in alcuni casi, con lunghi e precisissimi lanci, una vera rarità se considerata la categoria.

In passato molti giocatori di nazionalità inglese, subito dopo il ritiro hanno del tutto abbandonato le proprie abitudini, dimenticandosi gli allenamenti e cominciando a bere con regolarità durante la settimana. Una sorta di tradizione tutta britannica, alla quale in pochi non si sono adeguati. Il problema principale sorge quando, facendosi prendere la mano, rischiano di rovinare pesantemente la loro immagine e isolarsi da tutto e tutti, lasciando amici e familiari in disparte. I casi George Best e Paul Gascoigne sono solo la punta dell’iceberg di un popolo che ha nella “drinking culture” uno dei propri capi saldi. Scholes non sembra essersi adeguato a questo filone, nonostante i suoi impegni siano piuttosto sedentari e non richiedano particolari sforzi fisici.

Al netto di questa eventuale problematica, il Royton Town starebbe addirittura pensando di offrirgli un contratto part-time, che gli permetterebbe di allenarsi saltuariamente così da adempiere ai propri impegni di opinionista sportivo e dirigente del Salford City. Qualora volesse presentarsi in campo il sabato pomeriggio poi, sarebbe tutto di guadagnato.