Wednesday – United, il derby d’acciaio che divide Sheffield
Un viaggio nella storia di uno dei derby più sentiti d'Inghilterra.

Sheffield è una città di 552.000 abitanti situata nello South Yorkshire e rappresenta uno degli otto conglomerati urbani più grandi di tutta l’Inghilterra. Deve il suo nome al fiume Sheaf, che attraversa la regione, tagliandola ideologicamente a metà. La città è cresciuta molto grazie alle sue forti radici industriali tanto che durante il XIX secolo diventò famosa a livello internazionale per la massiccia produzione dell’acciaio. Ed è proprio lì che si svilupparono moltissime innovazioni, incluso l’acciaio inossidabile, che causarono un incremento della popolazione di quasi dieci volte nel giro di pochissimi anni. 

Sheffield, oltre alle industrie, è famosa per un altro motivo: qui venne infatti fondata la prima squadra di calcio al mondo. È il 1857 quando lo Sheffield FC prese forma, diventando sin da subito un punto di riferimento per molti appassionati e curiosi. Sempre a Sheffield, venne creato il primo torneo di calcio della storia, composto da 4 squadre che si suddividevano a loro volta in due diverse fazioni a seconda delle diverse professioni svolte dai giocatori, e in altre due fazione in base all’iniziale dei propri cognomi, dalla A alla M e dalla N alla Z. Il torneo si svolse nel famoso Bramall Lane, stadio cittadino del cricket.

Dieci anni dopo, nel 1867, il The Wednesday Cricket Club, squadra, per l’appunto, di cricket, composta da un paio di decine di commercianti, decide che durante i mesi invernali (periodo in cui il cricket rimane fermo) bisogna fare qualcosa di per creare aggregazione nella comunità. E se l’estate il giorno libero per andare a giocare le partite era il mercoledì, l’inverno, invece, il mercoledì sarà dedicato al football. Nasce così lo Sheffield Wednesday FC, che nel 1868, vince la sua prima competizione, la Cromwell Cup, vincendo per 1-0 contro il Garrick Club. Dove? A Bramall Lane.

Passano 22 anni e nel 1889, il 22 marzo per esattezza, giusto 6 giorni dopo che a Bramall Lane si era disputata la semifinale di FA Cup tra Preston North End e West Bromwich Albion, un membro dello Sheffield United Cricket Club, squadra che era solita giocare in quello stadio tutte le partite casalinghe dal 1854, rimane folgorato dal calcio per via degli incassi registrati ai botteghini dello stadio di Sheffield durante la partita di coppa. Si è deciso che c’è bisogno di fondare una squadra di calcio, per risollevare le sorti del cricket a livello nazionale, fondando così lo Sheffield United Cricket and Football Club. I proprietari fecero talmente tanta pubblicità alla squadra, che molti giocatori, nei primi anni, arrivarono perfino dalla Scozia a giocare. E questo, irritava gli altri, quelli del Wednesday.

Le due squadre si incontrarono per la prima volta il 15 dicembre 1890 nel vecchio stadio del Wednesday,  l’Old Grove. Con gli Owls, anzi no, scusate, i Blades bianco blu (si, avete capito bene) che s’impongono in amichevole sui Cutlers dello United, per 2-1. Il primo match competitivo, di quello che fu poi ribattezzato Steel City Derby, si svolge, invece, il 16 ottobre 1893 durante la 1^ divisione, stagione 1893-94 (dopo la promozione dello United nella stagione precedente), e finì 1-1. 

Indipendentemente dalle origini dei giocatori, la fondazione di un nuovo club come lo United, causo’ forti tensioni in città. I club si incontrarono due volte nel 1895, e i sostenitori di entrambe le squadre stamparono e appesero in giro per Sheffield manifesti funebri annunciando la morte della parte rivale. Si dice, che alcune famiglie erano così divise su questo tema, che i padri smisero di parlare ai figli e i fratelli facessero a botte in casa ogni sera.

Lo storico esperto in materia di Sheffield United, Denis Clarebrough, racconta che l’iniziale ostilità tra i due club, si fondava sulle accuse che i biancorossi stavano cercando di fregare i giocatori al Wednesday. Senza dubbio, qualcosa del genere accadde, quando nel 1890 le spese del Wednesday aumentarono a dismisura, il club fece dei tagli ai costi. Di conseguenza, diversi giocatori si unirono allo United. E le partite iniziarono a diventare occasioni violente per regolare i conti. Una partita nel 1892, vide i giocatori saltare in mezzo alla folla per fare a botte con gli spettatori, prima che 40 poliziotti ripristinassero l’ordine. In origine, i tifosi dello United, descrivevano i rivali come ‘borghesotti‘, con i loro maglioni tinti in lana che “credono di comandare ovunque”, e dovevano le loro fortune ad altri club cittadini più piccoli, che in declino, cedettero ai soldi, che il Wednesday offrì loro per essere rilevati. Il Wednesday era il club più vecchio e tradizionale che rappresentava la piccola-media borghesia locale, e dalle parti delle fabbriche, nella parte operaia, questo non piaceva. Lo Sheffield United era la contrapposizione logica ai ricchi della città.

Tuttavia, le differenze nelle origini sociali all’interno della tifoseria e dei due club non erano abbastanza evidenti da lasciare un segno duraturo. Entrambe le squadre si sono sempre identificate, in primo luogo, con l’industria principale della città, che dava lavoro a ¾ della popolazione locale. Il termine Blades (Lame) era in origine un cliché giornalistico collegato a qualsiasi squadra di Sheffield. In quanto tale, nessuno dei due club, può affermare di aver avuto per primo quel soprannome. In effetti, erano i Wednesday che inizialmente erano soprannominati Blades, mentre quelli dello United, come qualsiasi altra squadra di Sheffield all’epoca, erano generalmente noti come i Cutler. Fu solo nei primi anni dello scorso secolo, dopo che il Wednesday si trasferì dall’Old Grove all’Olive Grove, nel loro nuovo terreno a Owlerton, che i bianco blu persero il soprannome Blades e cominciarono a chiamarsi ‘The Owls’, i gufi.

Una delle dispute cittadine più famose, che fanno affermare il Wednesday come club più affermato della città, secondo i suoi tifosi, è stato quando entrambi i club cittadini sono stati ammessi alla Football League nel 1892. Quell’anno la Prima Divisione era stata allargata da 14 club a 16, con una nuova Seconda Divisione di 12 club. In una votazione, gli Owls  erano stati ammessi alla Prima Divisione, lo United alla Seconda. Tutto ciò contribuì per gli anni successivi a creare un complesso d’inferiorità e rabbia tra i tifosi dei Blades. Rabbia, che puntualmente sfociava nei pub o nelle vie del centro. A Sheffield tra il 1895 e il 1913 si contarono il maggior numero di arresti per eventi sportivi. Eh si, perché ricordate, tutte e due i club calcistici, furono fondati da club di cricket. E quando il campionato finiva, iniziava l’altro, l’estate, ed era una battaglia senza fine.

Dopo le due Grandi guerre, i tifosi dei due club si calmarono, ma  questo sentimento di rivalità, e voglio di predominio cittadino, sarebbe riemerso dopo pochi anni dalla fine del secondo conflitto mondiale.

E’ il 1961, Sheffield è stata scelta come città ospitante di alcune partite del mondiale che si sarebbe giocato nel 1966 in Inghilterra. Il Wednesday, grazie al contributo di alcuni facoltosi impresari e commercianti della città, costruisce un nuovo stadio, Hillsborough, che andava a sovrastare lo skyline cittadino sulle colline di Owlerton. Da lì si vedeva tutta Sheffield.

I tifosi dello United non la presero bene, credevano fosse un affronto avere lo stadio degli odiati rivali che spiccava lassù sulle colline. L’impianto non ci mise molto ad avere poi i favori della FA, e venne scelto come sede ospitante dei mondiali. Qui lo Sheffield United, inteso come club, capisce che deve fare un passo in più. Toglie la dicitura Cricket dal nome, acquista Bramall Lane per intero, lo toglie all’altro sport (calcio e cricket condividevano l’impianto)  e inizia i lavori di ammodernamento. L’impianto passerà dai tre lati, soliti per uno stadio da cricket, a quattro. Nel 1975, lo Sheffield United inaugura il nuovo Bramall Lane, e la sera dopo l’inaugurazione, i rivali del Wednesday, imbrattarono i muri della Main Stand con vernice bianca e blu. Lo United, che aveva speso tutto per riqualificare lo stadio per ben 3 settimane, così i tifosi, capendo che il club non aveva neanche i soldi per pagare gente che andasse a rimuovere quei colori dal muro, di loro spontanea volontà, rimossero tutto. Lo United, per rifare lo stadio, rimase finanziariamente in crisi per altri 20 anni.

Terry Curran e il Boxin Day massacre

Mary’s Boy Child” è una canzone che i tifosi del Wednesday cantano sempre. Specialmente nei derby. Perché vogliono ricordare, agli eterni rivali dello United, cosa accadde il 26 dicembre del 1979.

Siamo a Hillsborough, casa del Wednesday, e nella prima giornata di Terza Divisione, dopo anni, si affrontano le due compagini di Sheffield. Quel giorno la casa degli Owls, registrerà il record di presenze (49.309 spettatori.)

Terry Curran, giocatore del Wednesday, descrive quel giorno come un secondo Natale consecutivo per la città di Sheffield.

“Era otto anni che non giocavamo contro, la gente era impazzita”.

Pensate che Terry Curran era talmente tanto idolatrato dalla tifoseria di Owlerton, che registrò una versione di “Singing The Blues”, inno del Wednesday, che ancora tutt’oggi viene riprodotta a Hillsborough.

“Me lo ricordo ancora come se fosse ieri quel 26 dicembre, ci dissero di entrare in campo fianco a fianco, per dimostrare alla folla che non volevamo violenze, ma John McPhail si avvicinò e mi disse che mi avrebbe rotto una gamba,e  i miei compagni, per difendermi, scatenarono una rissa nel tunnel, mandando in fumo tutti i buoni propositi della vigilia!”

Già delle prime ore del mattino, la polizia era stata impegnata per sedare risse in varie zone della città, e poco prima del match, i tifosi dello United avevano attaccato la Main Stand di Hillsborough con qualsiasi cosa gli era capitata sotto tiro.

“Non potevamo perdere. Ero tifoso del Wednesday sin da quando ero piccolo e la sconfitta non era un’opzione, non era contemplato. Ci vollero 500 poliziotti per farci entrare nello spogliatoio quel giorno, la folla era impazzita e proprio lì capimmo cosa avremmo dovuto fare”

Il Wednesday vincerà 4-0. Teddy Curran, invece, segnarà il secondo gol, esultando in segno di sfida di fronte ai tifosi dello United. Una pioggia di monete lo assale, qualcuno prova l’invasione. I poliziotti a stento tengono a bada i tifosi dei Blades. Ma Teddy Curran è lì, quello è il gol che sognava fin da bambino, da quando vedeva il padre uscire alle 3 del mattino di casa per andare in miniera fischiettando ‘Singing the blues’. Davanti a lui la Leppings Lane End sta strabordando d’odio, ma lui si gode il momento, è tutto suo. Nessuno potrà mai torglielo. E’ sceso di due categorie, dalla Prima Divisione alla Terza. Da Southampton a casa sua, per far sì che questo giorno accadesse. A fine partita, Curran entra nello spogliatoio, urla a McPhail “Ma come, non dovevi spezzarmi una gamba?” per infilarsi poi nella vasca del bagno comune, insieme ai suoi compagni.

Sheffield non si vende

E poi a fine anni ’90, succede quello che non t’aspetti. Il presidente dello Sheffield United, Mike McDonald, e il presidente dello Sheffield Wednesday, Dave Richards, a sorpresa, avanzano l’idea di una fusione tra i due club cittadini, per creare una sola super squadra, che possa competere con le londinesi, il Manchester United, Leeds ecc ecc. L’accordo tra i due presidenti prevedeva la costruzione di un nuovo stadio vicino all’aeroporto e alla M1, l’autostrada, in un sito che un tempo era una miniera a cielo aperto. La divisa del nuovo club doveva essere rossa e blu, e doveva rappresentare la nuova e moderna Sheffield che lottava contro la crisi economica che la città attraversava da anni.

Inutile dire come hanno reagito le due tifoserie all’idea. Un sondaggio mostrò che il 98% delle parti interpellate non voleva fondersi. Per la prima volta nella storia, le due tifoserie sono unite contro un nemico comune (o nemici in questo caso). Ad ogni partita degli Owls o dei Blades, forti proteste obbligarono i due presidenti ad andare via anzitempo dagli impianti. 110 anni di storia calcistica cittadina non potevano essere cancellati dai soldi, non potevano essere venduti. Alla fine vinsero i tifosi, anche se, con la consapevolezza che i due club sarebbero rimasti indebitati per milioni di sterline. Ma Sheffield è Sheffield, nella sua dignitosa immagine di città rimasta povera nel periodo post industriale. A Sheffield, si dice, che la gente quasi sia contenta di essere povera o di essere considerata l’ultima ruota del carro. Perché a chi vive lì, puoi togliergli tutto. Ma non lo “Steel City Derby”.