Watford – Luton, le 18 miglia che terrorizzano la M1

Nel sud est inglese, specialmente nell’Hertfordshire e nel Bedfordshire, si dice non accada mai nulla. Anzi, è consigliata da molti londinesi che ci vivono, vista la vicinanza alla capitale, per la tranquillità che offrono molte delle sue contee, ideali, appunto, per le famiglie. L’Hertfordshire e il Bedfordshire sono attraversate dalla prima tratta autostradale costruita nel Regno Unito, che portava dalla Londra direttamente nel nord del paese. È proprio qui, all’inizio della M1, che troviamo le cittadine di Luton (Bedfordshire) e Watford (Hertfordshire). Due città vicinissime a Londra, appartenenti a differenti contee, che distano solo 18 miglia (30km circa).

Tanto vicine dal punto di vista geografico, ma lontane (lontanissime) dal punto di vista ideologico. Perché in queste 18 miglia di distanza, nessuno, ma proprio nessuno, vuole restare a guardare cosa fa l’altro. Almeno dal punto di vista sportivo. Nonostante entrambe le squadre cittadine, il Luton Town FC e il Watford FC, siano nate nel 1880, infatti, bisognerà aspettare cinque anni prima che si organizzi un’amichevole tra le compagini.

Gli Hornets (Watford) e gli Hatters (Luton) diventano in pochissimo tempo dei riferimenti per le rispettive comunità: entrambi sono club piuttosto popolari, che traggono gran parte del loro sostegno dalle cittadine situate nelle immediate vicinanze. Sono club che nella storia hanno sempre vagabondato nei bassi fondi della Football League, ma che, nonostante non si siano affrontate per decadi intere (a tal punto che si è arrivati a pensare che il Northampton fosse il rivale più accreditato del Watford), nutrono ancora un odio reciproco piuttosto rancoroso.

Sono anche diversi i giocatori che hanno indossato entrambe le maglie, non ultimo l’attuale attaccante del Watford, Andre Gray, cresciuto nell’academy del Luton Town, e a sua detta, tifosissimo degli Hatters, che ora non gode di buona luce in Bedfordshire. Oppure c’è la storia di Kerry Dixon, giocatore nato a Luton, tifoso del Luton, famiglia Hatters da generazioni, ex del Luton Town FC, che dopo essere stato scelto da Glenn Roeder per il suo Watford nel 1995, non riesce a giocare come dovrebbe, perché troppo affezionato alla sua città. Ma la storia migliore resta quella di Graham French, un’ala di grande talento che si trasferì da Watford al Luton nel 1965, e successivamente trascorse del tempo dietro le sbarre per colpa di “un incidente con un fucile a pompa”. Il fucile a pompa, poi venne fuori, che fu messo lì apposta dall’allora capo della polizia di Luton, poiché volle far pagare un qualche sgarbo di French alla sua squadra nei suoi anni trascorsi a Vicarage Road.

L’attuale spiccata rivalità tra Watford e Luton, risale però alla sera del 30 aprile 1969. Il Luton era tornato in terza divisione, per la prima volta dopo anni, e si apprestava ad accogliere gli acerrimi rivali del Watford a Kenilworth Road. Durante la partita i giocatori se le danno di santa ragione e il match si concluderà con un netto 3-0 per il Luton, con un totale di 3 espulsi. Tutto finito? Nemmeno per scherzo. Nel post partita  i tifosi delle due squadre si danno appuntamento a Saint Albans, cittadina tranquilla, esattamente a metà strada tra Luton e Watford. Gli incidenti di quella sera scuotono il tranquillo centro abitato inglese a tal punto che si parla di un’ora o poco più di violenze. Da una parte i tifosi Hatters, su di giri per la freschissima vittoria per 3-0. Dall’altra gli Hornets, arrabbiati come non mai per una serie di torti arbitrali che, a loro dire, avrebbero condizionato il risultato finale. Alla fine i feriti furono meno di 50, ma tra gli abitanti di St. Albans c’era la paura che quelle violenze avrebbero potuto ripetersi altre volte nel corso della stagione.

Questa nuova ritrovata animosità finì per ribollire sotto la superficie per qualche anno, a tal punto che Luton e Watford furono luogo di violenze e scene terrificanti per gli anni successivi. In seguito alla retrocessione degli Hornets nel 1972, le due tifoserie non si incontrarono per altri 9 lunghissimi anni. 

Quando nel 1981 a Vicarage Road arrivò la rivoluzione di Graham Taylor, prima dei due derby contro il Luton, insieme a David Pleat, managers degli Hatters, furono redatti diversi appelli per far sì che i tifosi non causassero particolari problemi di ordine pubblico. 

VICARAGE ROAD, 10 SETTEMBRE 2002

Il calcio d’inizio è stato ritardato di 15 minuti a Vicarage Road, nel derby valevole per la Worthington Cup (Coppa di Lega). La folla dentro lo stadio già ribolle di passione, ma fuori l’odore acre dei lacrimogeni e le sirene di ambulanze e polizia destano preoccupazione. Poco prima del match decine di fan si riversano sul campo da gioco: sono i tifosi del Luton, che di corsa attraversano il campo per cercare lo scontro con i tifosi del Watford. Una battaglia senza tempo, una battaglia sul campo tra tifosi, che non si vedeva da anni negli stadi inglesi. Pensate che venne addirittura annullato il minuto di silenzio per le vittime dell’11 settembre (l’attacco terroristico che subì l’America l’anno prima), mentre due tifosi vengono soccorsi a bordo campo: hanno ferite alla testa abbastanza gravi, e il sangue scorre sulle loro facce. 

La violenza scoppiò quando un gruppo di tifosi di Luton decise di assaltare dapprima la biglietteria fuori lo stadio, e poi due pub intorno a Vicarage Road. Solo successivamente, dentro lo stadi,  i tifosi del Luton tirano giù i cartelloni pubblicitari e iniziano a correre verso gli avversari: gli agenti di polizia erano impotenti, tanto che non riuscirono neanche a impedire ai fan del Watford, situati dall’altra parte del campo rispetto a quelli del Luton, di correre anche loro in campo per fronteggiare i rivali. Persino le bandierine del calcio d’angolo vennero usate come armi. Tutto andava bene pur di ferire l’avversario.

La partita finirà 1-2 per il Luton. Un risultato che contribuì ancora di più all’escalation di violenza dopo il match. A Watford si disse, per un paio d’ore, tornò il vecchio hooliganismo, quella sera. Quello violento, senza ragione, che affonda le sue radici nell’odio per l’eterno rivale.

E appunto, di eterna rivalità si tratta: Watford e Luton, sono due cittadine all’apparenza tranquille, immerse nei verdi prati e parchi di Hertfordshire e Bedfordshire. Ma guai a dire che è un derby di serie B, da quelle parti. La rivalità la si respira in ogni singolo chilometro della M1 che le separa. 18 miglia di passione pura, autentica, che solo certi derby del Regno Unito sanno trasmettere.