Perché Cech porta ancora il caschetto?

Alzi la mano chi non ha mai pensato al perché Petr Cech, dodici anni dopo quel drammatico infortunio, scenda ancora in campo con l’elmetto protettivo. Chi per ingenuità, chi per scarsa conoscenza della materia in questione, chi per goliardia: tutti noi ci siamo chiesti perché, dopo tutto questo tempo, il portiere ceco continui a vestire quel cassetto nero, diventando oramai un suo marchio distintivo in tutto il mondo.

È il 14 ottobre del 2006 quando, a seguito di restò rimase a terra privo di conoscenza. Subito soccorso da arbitro e compagni di squadra, l’atleta ceco fu trasportato immediatamente in ospedale dove rimase in osservazione per una decina di giorni.

Gli esami avevano infatti evidenziato una frattura al cranio e avevano obbligato i medici a intervenire per cercare di bloccare l’emorragia in corso. Una volta dimesso, Cech fu costretto a cominciare una lunga fase di riabilitazione che lo porterà a stare lontano dai campi per poco più di tre mesi. L’infortunio fu talmente grave che gli fece perdere la memoria relativa al momento dell’infortunio e lo obbligò a farsi produrre un caschetto su misura da vestire una volta recuperate a pieno le funzionalità. Il motivo? Senza, non ci avrebbe mai più potuto giocare.

È per questo motivo che ancora oggi, nonostante siano passati più di 12 anni, l’estremo difensore dell’Arsenal veste ancora l’elmetto di protezione. Senza, infatti, rischierebbe non solo di perdere l’equilibrio ma addirittura la sensibilità delle proprie mani. Inoltre, al netto del fatto che incidenti di gioco come quello da lui subito siano alquanto rari al giorno d’oggi, lo proteggono da eventuali colpi fortuiti.

Il caschetto per lui è un puro e semplice salvavita (a tal punto che FIFA 19 glielo aveva lasciato in testa anche durante le negoziazioni con la società per il nuovo contratto). Sebbene l’udito sia leggermente distorto e ridotto, Cech è conscio del fatto che da qui al momento del suo ritiro, nel momento in cui scenderà su un campo di calcio, dovrà obbligatoriamente vestire una protezione alla testa altrimenti rischia danni ben più gravi (e soprattutto permanenti) della perdita parziale di memoria.