Chi era davvero Vichai Srivaddhanaprabha?

La prematura scomparsa del proprietario del Leicester City delle scorse ore ha sconvolto il mondo del calcio. Com’è possibile che quell’elicottero sia precipitato qualche secondo dopo aver preso il volo? Qual è stata la causa scatenante? Cosa ha ridotto in cenere il velivolo che era solito trasportare il presidente insieme alla sua famiglia? Per rispondere a queste domande è chiaramente ancora troppo presto, ma quello che al momento possiamo affermare con certezza è il perché la morte di Vichai Srivaddhanaprabha rappresenta un tragedia della quale il calcio (e la città di Leicester) avrebbero voluto volentieri farne a meno.

Dopo aver acquistato il club nel 2010 con una spesa irrisoria di 39 milioni di sterline, il magnate thailandese investì la bellezza di 100 milioni nell’arco dei successivi 4 anni per ripianare i debiti accumulato dal precedente proprietario e rinforzare la squadra a tal punto da guidarla verso la tanto sperata promozione. Nel giungo del 2014, dopo un’attesa che sembrava essere infinita, il Leicester City ottiene la promozione in Premier League.

Non ancora sazio dei risultati ottenuti, Srivaddhanaprabha decide di osare ancora: “Investirò 180 milioni di sterline nei prossimi 3 anni con l’obiettivo di vedere questa squadra giocare una competizione europea”. Detto e, come già successo in passato, fatto: le Foxes, guidate da un insaziabile Claudio Ranieri, vincono contro ogni pronostico la Premier League 2015/2016, al termine di un’annata straordinaria sotto ogni punto di vista. Al netto di giocatori e allenatore, però, in pochi riconoscono a Vichai i suoi meriti. E a lui, dopo tutto, va bene così. Non è mai stato un proprietario megalomane, non ha mai esposto la sua famiglia e i suoi affari alla stampa e non ha mai voluto essere a tutti i costi il protagonista.

Al netto dei suoi investimenti nel e per il club, è la sua figura di essere umano ad avere la meglio su quella del Vichai imprenditore. A colpire è in particolar modo quel suo voler essere sempre presente alle partite casalinghe della sua squadra, la voglia di migliorarsi in continuazione e la sua infinita generosità. Come dimentare, ad esempio, le 19 Bmw fatte recapitare ai protagonisti della storica Premier League conquistata nel maggio del 2016? O come dimenticare le sue passerelle d’onore ogni qualvolta scendeva e saliva dall’elicottero al centro del campo del King Power Stadium. Si perché il Sig. Srivaddhanaprabha odiava il traffico. Non voleva perdersi un solo minuto del suo Leicester, prepartita compreso. Per questo motivo era ormai abitudine vederlo arrivare e lasciare lo stadio al bordo del suo fedelissimo elicottero. Già, proprio quell’elicottero che la sera del 27 ottobre, al termine dell’ennesima partita del suo Leicester City vista dal vivo, precipita a terra proprio 30 secondi dopo essere partito.

La sua scomparsa, che verrà confermata dal club solo 24 ore dopo, piomba sulla città di Leicester come un macigno pesantissimo. Vichai Srivaddhanaprabha non era solo il presidente del club calcistico cittadino, ma molto molto di più. Era l’uomo che aveva investito di propria tasca ben 2 milioni di sterline per la costruzione dell’ospedale pediatrico. Era l’uomo che aveva voluto aiutare l’Università con un assegna di quasi un milione di sterline. Era l’uomo che aveva pagato personalmente 23 mila sterline per le cure di un tifoso del Leicester che tramite una raccolta fondi avviata dai genitori, cercava aiuto per volare in America e ricevere il giusto trattamento. Era l’uomo che, infine, aveva aiutato il comune nell’operazione di riesumazione e seppellimento di Riccardo III nella cattedrale cittadina (un evento mandato in onda in diretta nazionale dalla BBC), necessario per la scoperta e l’analisi di nuovissimi reperti archeologici.

Insomma, Vichai Srivaddhanaprabha non era solo il proprietario multimiliardario del Leicester City. Rappresentava un’istituzione, un punto di riferimento, una guida per tutta la città di Leicester. Grazie alle idee le Foxes avevano fatto sognare tutto il mondo e ottenuto un successo sul quale nessuno, ma proprio nessuno, avrebbe mai scommesso.

A portarselo via è stato proprio quell’elicottero da lui tanto amato, ma le sue gesta riecheggeranno per l’eternità nella fredda, ventosa ma accogliente Leicester.