Saints – Pompey, guai a chiamarli fratelli

Quando lasci Fratton Park, lo stadio del Portsmouth Football Club, i cartelli stradali indicano “Fuori città”. Nessun nome o riferimento a paesi vicini e adiacenti. Portsmouth, dopotutto, è un’isola collegata alla terraferma da tre ponti stradali e un ponte ferroviario, ma i cartelli indicano ‘Là fuori‘, come se non ci si trovasse nell’Hampshire, o addirittura in Inghilterra.

Anche perché ‘Lì fuori’, per esempio, giusto a 20 miglia di distanza lungo il Solent (braccio di mare che separa l’isola di Wight alla terraferma), c’è Southampton. La patria del popolo, la casa della classe operaia, che i fan dei Pompey adorano chiamare ‘scum‘ (feccia), un’abbreviazione che inizialmente, stava per South Coast Union Men (S.C.U.M.), ovvero il sindacato dei portuali della città.

La rivalità tra i tifosi di Portsmouth e Southampton è ben nota. Nonostante le città siano distanti 20 miglia, si ritiene che sia una delle più feroci rivalità mai nate in terra anglosassone. Un odio che nasce già secoli prima che esistettero le due squadre di calcio: l’attività portuale svolta sulle coste dell’isola ha sempre rappresentato uno delle principali fonti di occupazione e sostentamento degli abitanti di questi due imponenti agglomerati urbani, a tal punto che in alcuni periodi della storia, sono arrivate a dare da mangiare al 90% della popolazione del sud dell’Inghilterra.

Per esempio, dopo che il Titanic affondò nel 1912, i marinai di Southampton rifiutarono di equipaggiare la sua nave gemella Olimpic, a causa della mancanza di scialuppe di salvataggio. I portuali di Portsmouth accettarono invece di prendere in consegna il lavoro, dando più di qualche motivo ai rivali per incazzarsi e scatenare una rivolta.

“Gli equipaggi di Portsmouth sono arrivati nel cuore della notte via mare, perché sarebbe stato troppo pericoloso per loro arrivare in città su strada”.

Così titolava uno dei quotidiani dell’epoca in merito alla vicenda. Non proprio il clima di collaborazione che ci si aspetta da due città così vicine e simili dal punto di vista socio – culturale.

Tuttavia la rivalità sembra avere radici ben più profonde. Nel Medioevo, per esempio, l’importanza di un insediamento cittadino, era correlata alla dimensione del suo porto. Fino al 1180, Portsmouth era un piccolo villaggio di pescatori, Southampton era il porto principale del distretto, e il commercio attraverso Portsmouth, un attracco molto più piccolo, era limitato. Ciò ogni volta causava conflitti, perché si cercava sempre di rubare un po’ del commercio di Southampton e dirottarlo a Portsmouth, al di là del Solent. Aspre battaglie, con relativi spargimenti di sangue, vennero combattute a causa di questa “inimicizia” lavorativa.

Per non parlare della famosa disputa sulla Mary Rose, una delle più famose navi da guerra mai costruite nella storia, ideata da Sir John Daltry, costruttore ai servizi di Enrico VIII Re d’Inghilterra, il quale visse nella residenza dei Tudor a Southampton per tutto il tempo che ci volle a lavorare nel cantiere della Mary Rose, tant’è vero che all’interno della nave vennero riprodotte molte caratteristiche del West Quay di Southampton.

La domanda che in molti si poserò, però, fu solamente una: la Mary Rose venne realmente costruita a Southampton? Secondo il The Mary Rose Trust, un fondo benefico che si occupa della manutenzione del museo della nave, il cantiere utilizzato per la costruzione era situato a Portsmouth, dove oggi (tra le altre cose) ha sede l’associazione e i turisti possono ammirare i resti di uno dei mezzi marittimi più celebri di sempre.

Il Southampton è stato originariamente costituito nel 1885 come St. Mary’s Young Men Association FC, prima di adottare il nome di Southampton St. Mary’s quando il club si unì alla Southern League nel 1894. Dopo aver vinto il titolo Southern League nel 1896-97, il club divenne una società a responsabilità limitata e cambiò il nome in Southampton FC. Il  Portsmouth fu fondato  nell’aprile del 1898 e si unì alla Southern League nel 1899. La prima partita tra i due club fu un’amichevole disputata a Fratton Park, stadio dei Pompey, il 6 settembre 1899. I padroni di casa si imposero per 2-0.

“Per una piccola minoranza, è puro odio, anche nelle amichevoli”.

Ha detto Matt Le Tissier nella sua autobiografia, ‘Taking Le Tiss’.

“Ricordo una partita in casa loro ad Havant, dove giocavano le riserve. Il nostro portiere Alan Blayney appese il suo asciugamano nella rete dietro di lui e quando si voltò poco più tardi, vide qualcuno che gli aveva dato fuoco. Il nostro allenatore della squadra riserve del Southampton ebbe dei mattoni lanciati contro di lui mentre tornava a casa in macchina dopo la partita. Ed era solo un match del campionato riserve”.

Southampton contro Portsmouth potrebbe non venire subito alla mente quando si pensa ad un derby di calcio tradizionale, ma la rivalità tra i due club della costa meridionale è così feroce che per alcuni batte quella tra Liverpool e Manchester o addirittura i derby di Londra. Non condividono la stessa città, raramente hanno condiviso la stessa divisione e non si incontrano così spesso – solo 35 volte in partite ufficiali dal 1905 – ma come Harry Redknapp, che ha gestito entrambi i club, ha detto:

“I fan si odiano sinceramente e con passione pura. È uno strano odio, e non ne ho mai conosciuto un altro simile. Neanche Arsenal v Tottenham è così feroce”.

E se i tifosi dei Pompey chiamano Scum quelli dei Saints, i sostenitori del Southampton hanno iniziato a riferirsi ai loro rivali locali con l’appellativo “Skates”, dopo che una fanzine di Southampton, ‘The Ugly Inside’, nel 1988 chiese ai suoi lettori di suggerire un termine che offendesse i sostenitori del Portsmouth. Questa data coincise con il ritorno di Portsmouth nella prima divisone della Football League, anno in cui entrambi i club si rividero per la prima volta dopo un’attesa durata quasi 13 anni. Skate è un termine dialettale che proviene dai cittadini di Portsmouth, un termine dispregiativo rivolto ai marinai della Royal Navy. Da quel momento in poi, infatti, fu SCUM vs SKATES.

I cambiamenti che arrivarono nella zona nell’estate del 1976, furono solo la ciliegina sulla torta di una rivalità centenaria. Venne costruito infatti, il nuovissimo porto internazionale di Portsmouth accanto al nuovo sperone autostradale della M276. Tutto ciò venne visto come una minaccia per il porto di Southampton, tanti che i lavoratori organizzarono violente manifestazioni e sabotaggi proprio in prossimità del nuovo porto. Questi episodi non fecero altro che aumentare le tensioni anche allo stadio. Scontri violenti e persone ferite anche in modo grave, in ogni incontro, fecero si che per 5 anni, quello fu ribattezzato ‘il derby del terrore’.

All’inizio degli anni ’80, poi, i servizi dei traghetti su più canali si spostarono da Southampton al porto internazionale di Portsmouth. La più stretta vicinanza di Portsmouth al continente europeo risparmiava carburante, tempo di viaggio e aveva un senso più economico per gli operatori. Anche la distanza più ravvicinata di Portsmouth a Londra grazie alla ferrovia e alla nuova autostrada venne vista positivamente dai visitatori europei in Inghilterra. 

Ed con un clima di astio, misto gelosia e voglia di rivalsa, anche grazie a questi avvenimenti extra calcistici, che si arriva al 28 gennaio 1984, giorno in cui i due club si incontrarono a Fratton Park nel quarto turno della FA Cup, il loro primo scontro nella competizione dopo 78 lunghissimi anni. Il Southampton di Lawrie McMenemy, vinse 1-0 grazie a un gol nel recupero di Steve Moran. Danny Wallace e Reuben Agboola, invece, furono oggetto di abusi razzisti e videro delle banane lanciate contro di loro. Tutto questo ambiente ostile, spinse poi il manager McMenemy nell’intervista post partita a rincarare la dose contro i Pompey: “Siamo al quinto round e abbiamo raccolto in totale 4,50 sterline e due chili di banane. Non ci è andata male, tutto sommato”. Circa 20.000 sterline di danni, invece, furono causati dopo la partita, 59 arresti e violenti scontri che obbligarono 18 persone alle cure dei medici ospedalieri.

Tuttavia, la polizia dell’Hampshire, continuava a ritenere che i rapporti tra i due club fossero abbastanza cordiali, tanto da dare l’approvazione a un testimonial match tra Portsmouth e Southampton per il portiere Alan Knight nel maggio 1994. Purtroppo per loro, si sbagliavano. Circa 18.000 fan si sono presentarono a Fratton Park per assistere alla vittoria per 5-1 del Southampton, ma Le Tissier ricordò l’atmosfera come “cattiva e ostile”, a tal punto che Dave Beasant, portiere ospite, dichiarò:

“L’ostilità dei fan erano incredibile. Semplicemente non era come un testimonial match. All’esterno stavano accadendo ogni genere di cose. Sembrava una guerra. Mi chiedo chi abbia avuto la brillante idea di organizzare una partita così, dove non c’è niente di amichevole”

Al giorno d’oggi, il Southampton staziona in Premier League, e i Pompey, dopo un fallimento e varie vicissitudini, cercano da qualche anno di risalire le categorie, sebbene stazionino ormai da tempo tra la League One e la League Two. Il derby della South Coast è uno dei derby con più fascino e tradizione nel panorama calcistico britannico, ma soprattutto uno dei più sentiti. Il  calcio qui, è lo sfondo di tematiche più ampie. Rivalse locali, lotte di quartiere, guerre economiche che vanno oltre ogni aspettativa più logica.