Cantona ha spiegato la sua esultanza arrogante

Avete presente Eric Cantona? Quel ragazzino francese che negli anni 90 seminava il panico nelle aree di gioco avversarie, segnando gol impossibili e regalando giocate che da sole valevano il prezzo del biglietto? Sì, insomma, avete capito bene. Stiamo parlando di quel calciatore un po’ fuori dalle righe che nel 1995, mentre vestiva la maglia del Manchester United, ha preso a calci un tifoso del Crystal Palace solo perché passandogli vicino lo aveva insultato pesantemente.

E vi ricordate anche quando, nel corso della stagione 1996-1997, divenne un’icona mondiale grazie all’esultanza che seguì il gol del 5-0 del Manchester United da lui realizzato contro il Sunderland? Ecco, in una recentissima intervista “The King” ha voluto spiegare il motivo che lo ha spinto ad esultare aprendo le braccia e compiendo una giravolta di 360° gradi, un gesto inizialmente scambiato come arrogante ma che nascondeva un significato molto preciso.

“Il portiere del Sunderland, Perez, è stato un mio compagno di squadra in nazionale quando entrambi eravamo più giovani. All’epoca io avevo 24 anni, non ero ancora un veterano ma lo aiutai ad inserirsi nell’ambiente, così come avevano aiutato me all’inizio”.

Racconta Cantona, che poi rivela:

“Prima di quella partita mi avvicinai a lui per stringergli la mano e senza un motivo preciso non solo non mi salutò, ma non mi strinse nemmeno la mano. Così quando gli ho segnato (con un pallonetto) volevo assicurarsi che mi vedesse bene. Ho preso tutta l’energia dei tifosi e mi sono girato su me stesso”.

Il mito dell’esultanza di Cantona, quindi, nasce così, da una ripicca per un saluto mancato. Del resto, poteva esserci un motivo diverso per un personaggio come lui?