Dov’è finito Roy Lerner, l’eroe che affrontò i terroristi?

Nel giugno del 2017 il suo nome era diventato famoso in tutto il mondo grazie al gesto eroico che lo vide affrontare a mani nude i terroristi che uccisero 8 persone (e ne ferirono altri cinquanta) nell’attentato compiuto in prossimità del London Bridge, nel pieno centro di Londra. Le ferite d’arma da taglio riportate, che lo costrinsero a circa due settimane di ricovero in ospedale, non furono però l’unico motivo per il quale il suo viso venne riportate sulle prime pagine dei giornali di tutto il pianeta.

In quegli attimi concitati, infatti, Roy Lerner ebbe la freddezza di affrontare i terroristi al grido di “Fuck you, I’m Millwall”. Ovvero, un amichevole e distensivo “Fottetevi, sono un Millwall. Non mi fate paura”. Furono quelle poche parole, pronunciate mentre si apprestava ad affrontare a mani nude gli attentatori armati, che lo resero un vero e proprio eroe nazionale.

A solo un anno e mezzo di distanza, il buon Roy non è riuscito a dare seguito a quel gesto eroico con i fatti e, al contrario, si è reso protagonisti di un paio di episodi controversi che hanno rovinato (almeno parzialmente) la sua immagine.

Prima gli insulti razzisti verso un gruppo di manifestanti che protestavano contro la Brexit, poi il ritrovamento da parte della polizia di tre etti di metanfetamine destinate, secondo lui, ad un esclusivo uso personale e non (come ipotizzato dagli inquirenti) a una futura rivendita.

Il prossimo febbraio Lerner comparirà davanti ai giudici della corte di Canterbury che si pronunceranno in maniera definitiva. Il rischio è, al momento, quello di un mese di carcere oltre ad una salatissima multa, ma siamo certi che non ci sarà alcun tipo di accusa che potrà mai toglierli il titolo di “Lion of the Bridge”, o più semplicemente: l’eroe che ha combattuto da solo contro i terroristi.