Brighton – Palace, quando l’odio non tiene conto dei chilometri

Per coloro che non hanno familiarità con la geografia del sud est dell’Inghilterra, l’M23 è l’autostrada principale, che si snoda attraverso dolci colline e che congiunge Londra con la costa meridionale. Attraversa i North Downs – la catena montuosa che si crede sia il luogo di nascita del cricket – e fornisce l’accesso al secondo aeroporto più trafficato del Regno Unito, London Gatwick. Questa autostrada collega anche Crystal Palace e Selhurst Park, sud di Londra, con Brighton l’Amex Stadium, per una distanza scarsa di 50 miglia.

Crystal Palace, situato a sud del Tamigi, vanta come “vicini” il tanto ‘amato’ Millwall, gli ex coinquilini del Charlton Athletic e – per il momento – l’AFC Wimbledon. Eppure il suo rivale chiave, giace a sud, ancora più a sud, alla fine di quelle 50 miglia di asfalto serpeggiante. Croydon e Brighton sono facilmente collegate da strade e ferrovie, ma raramente i derby di calcio più sentiti, devono la loro storia al pendolarismo.

Le origini della rivalità tra Palace e Brighton derivano da una serie di incidenti avvenuti tra i club negli anni ’70, quando gli ex dirigenti e compagni di squadra Alan Mullery e Terry Venables erano rispettivamente manager di Brighton e Palace. C’erano cravatte, polemiche, e caffè gettato dagli spalti.

Nel giugno del 1976, il Palace nominò Terry Venables come allenatore. Il mese seguente l’Albion nominò Alan Mullery come nuovo boss in carica. La coppia veniva già da una situazione che risaliva esattamente ad un decennio prima, quando erano compagni di squadra al Tottenham.

“Non so davvero come sia iniziata”

disse Mullery in un’intervista anni dopo.

“Penso che sia stato probabilmente perché ho ottenuto la fascia di capitano del Tottenham prima di lui, sono sicuro che Terry volesse essere capitano, ma Bill Nicholson scelse me, con lui come vice, altri motivi non me li saprei spiegare. Fu, all’inizio, una rivalità amichevole, non siamo mai stati nemici, eravamo soliti condividere una stanza al centro sportivo del Tottenham e lo incontravo occasionalmente anche fuori, poi lui scelse di non parlarmi più”.

I loro due club, Crystal Palace e Brighton Albion, avevano ambizioni identiche quell’anno: entrambi i manager dovevano condurre le squadre fuori dalla Terza Divisione al primo tentativo. A quanto pare, entrambi ci riuscirono, ma tale fu il dramma e la discordia lungo la strada, che nell’estate del 1977 i club erano diventati nemici irrevocabili.

Il primo dei cinque incontri in quella stagione arrivò ad ottobre al Goldstone Ground, dove le squadre pareggiarono 1-1. “Arriveranno con noi alla fine, vedrai” disse Mullery. Il gioco durante la partita quel giorno fu interrotto brevemente quando tre fumogeni furono lanciati sul campo, costringendo Mullery a fare appello alla folla per la calma. E fu solo l’inizio.

Il divertimento iniziò quando le squadre si incontrarono  nel primo turno della FA Cup. La prima partita, giocata il 20 novembre, finì 2-2. Rachid Harkouk, descritto come “metà marocchino, metà maltese“, nato a Chelsea, entrò dalla panchina per segnare il gol del pareggio per il Palace. Proprio lui, che arrivava da due mesi di squalifica, per aver picchiato in campo i suoi stessi compagni di squadra.

“Bisogna dargliene atto, sono venuti per un pareggio, hanno davvero lavorato duro per questo e questo è quello che hanno ottenuto”.

Disse Mullery, la cui squadra dominò gran parte del match contro l’amico poi divenuto nemico Venables. Secondo lui il Palace era andato lì, in casa dell’allora Albion, solo per provocare, difendersi, e portare la partita al replay, in campo neutro. Ovviamente Venables non era d’accordo:

”Ditemi voi quando mai avete visto Alan (Mullery ndr) essere d’accordo su qualcosa. Quando non va come dice lui, diventa un po’ isterico”.

Il secondo replay, che si disputò a Stamford Bridge, fu due volte rinviato a causa del maltempo ed era stato, a detta del The Guardian, “preceduto da molta propaganda verbale su chi si batteva di più la mano sul petto”. (In gergo inglese, chi a parole fa sembrare di essere il più forte).

Ma il 6 dicembre del 1976, allo Stamford Bridge, fu una vera e propria battaglia.

Come fu ‘un massacro’ dopo il match, come titolarono molti giornali di allora. Il Palace vince il match, e il manager dei Seagulls Alan Mullery, prima si scaraventò in campo contro l’arbitro Ron Challis, reo di aver annullato due gol, a sua detta regolari, nel secondo tempo, e poi non contento, andò verso il tunnel degli spogliatoi, aggredisce due tifosi del Palace a pugni e si gira verso gli altri indicando con le due mani il segno ‘V’, che, per chi conosce la storia e la cultura britannica, quella ‘V’ non sta per vittoria, ma per ben altro.

Fu quella sera che nacque una delle rivalità più sentite e discusse del panorama calcistico inglese. Fuori Stamford Bridge i tifosi del Brighton causarono disordini per due lunghe ore, (il motivo è da ricondurre al fatto che molti tifosi persero il treno da Victoria per tornare a sud e scatenarono così la loro rabbia): urla e schiamazzi, con intenti bellicosi, si udirono tutta la notte per le vie di Croydon, con la polizia che a stento riuscì a sedare le risse che ogni 10 minuti scoppiavano per le vie e i vicoli del sud di Londra.

“Non penso che sia stata solo la serie di Coppa che ha dato il via a quest’odio”.

Disse Mullery tempo dopo.

“Penso che sia stata la rivalità tra il loro manager e il sottoscritto. E’ qui che nasce tutto. Perché eravamo nella stessa lega, con gli stessi obiettivi: quello di cercare di entrare nella prima divisione. Ma comunque è sempre stato strano anche per me quest’odio: Portsmouth e Brighton distano venti miglia, Arsenal e Tottenham distano circa tre miglia. Con discoteche a 45 miglia l’una dall’altra, dove sei sempre tranquillo di non incontrare quegl’altri, non me lo spiego…”

Sebbene entrambe le squadre siano salite in quella stagione, nessuna delle due vinse il campionato – lo vinse il Mansfield – ma più tardi quell’anno, il Brighton, che da sempre era stato soprannominato la squadra dei ‘Dolphins’ (i Delfini), decise di ribattezzarsi come Seagulls, ovvero i Gabbiani, in risposta alle Aquile del Palace. Una sorta di rivalità “aerea”, della quale pochi conoscono la motivazione. Dopo una stagione di consolidamento nella Seconda Divisione, le due squadre, e i loro manager, hanno combattuto per la promozione di nuovo nel 1978-79, anche se questa volta non fu un vero testa a testa: il Brighton, il cui budget di trasferimento fu più del doppio dei rivali del Palace, concluse la stagione al vertice della Seconda Divisione.

Ma udite udite, l’anno dopo, proprio Mullery passò due stagioni al comando del Crystal Palace, sotto la presidenza di Ron Noades. La sua nomina provocò la furiosa reazione dei tifosi delle Eagles, con un successivo boicottaggio dei fan. Per una notte intera, la sede del Palace venne prese di mira dai tifosi, sebbene Mullery non si tirò indietro e rimase sulla panchina fino al 1984.

Il giorno del suo esonero, però, tra le vie di Croydon sembrava che la squadra avesse vinto il campionato.

“Finalmente ci siamo liberati di quel Gabbiano macchiato di petrolio e di sterco di mucca”

Fu la scritta apparsa esattamente un’ora dopo davanti a Sellhurst Park.

Questa è la storia del M23 derby, storia che non ha origini profonde, come altri derby e rivalità locali in giro per l’Inghilterra, ma che sicuramente, dopo gli anni ’70, ha fatto parlare di sé tutta Inghilterra. Un derby nato grazie a due vecchi amici, compagni di squadra di una squadra del Nord di Londra, che per un decennio hanno infuocato il sud londinese e inglese, con le loro frecciatine, e i loro modi tutt’altro che affabili.