Billy Sharp Story – That’s for you my son

Compie oggi trentatré anni William Louis Sharp per tutti Billy, attualmente numero 10 e capitano dello Sheffield United, autentico esploratore delle Lowers Leagues, nelle quali ha speso la quasi totalità della propria vita calcistica, eternamente sospeso fra la sensazione di una carriera che avrebbe potuto regalargli, e regalarci, di più e valanghe di goal (233) ed assist (59) realizzati dalla League Two alla Champsionship da Scunthorpe a Sheffield, passando per Doncaster e Nottingham.

Fisicamente normodotato, contro difese composte da corazzieri, in ognuna delle 534 partite da lui disputate come in quelle che giocherà, Billy ha dovuto e dovrà trovare i propri spazi supportato da una buona tecnica ma soprattutto da quella che, secondo molti è furbizia, per alcuni intuito per altri un dono e per noi è semplicemente ciò che rende unico “the fox in the box”.

Ed è proprio grazie all’innata capacità di spaziare lungo il fronte offensivo e alla bravura nel leggere in anticipo situazioni potenzialmente favorevoli che, in una fredda notte dei primi del novembre 2011,
durante il 14’ al Keepmoat Stadium casa del suo Doncaster Rovers, contro il Middlesbrough, ha segnato uno dei goal più belli della sua carriera con una splendida girata mancina al volo ad incrociare, per il momentaneo, e con il senno di poi inutile, vantaggio dei Vikings.

Quello splendido gesto tecnico in una partita apparentemente come tante altre però, gli permise di trascendere dal football e di portare sè stesso e milioni di noi in una dimensione cruda, dura e profonda, di chi ha probabilmente vissuto l’esperienza più innaturale: quella di sopravvivere al proprio figlio.
Billy Sharp non doveva nemmeno essere in campo quel martedì sera, tre giorni prima infatti la gastroschisi, rarissima malattia intestinale, aveva strappato dopo solo quarantott’ore di vita a lui e sua moglie, Luey Jacob, il primogenito.

Fu un’esultanza diversa, rabbiosa, una maglia con scritta bianca su sfondo rosso comparve sotto la classica uniforme a strisce orizzontali, poche parole: “that’s for you son”, seguita da un gesto ad indicare prima il cielo e poi la terra, un abbraccio collettivo a cui parteciparono idealmente non solo i 10.000 presenti, ma chiunque ami questo sport.

Così, e con una fondazione a suo nome, Billy Sharp rese e rende tuttora onore a suo figlio, e con queste poche righe noi vogliamo tributare lui, un uomo che non ha scelto il proprio fardello, ma che con grande dignità lo ha saputo affrontare anche tramite i goal e il football.
Happy Birthday Fox of The Box.

A cura di Nicoló Palmiotta