L’eredità di Eric Harrison

“Quando arrivai al Manchester United nel 1986 fui fortunatissimo ad avere Eric come head coach dell’Academy. Era impressionante come riuscisse con estrema facilità a trasmettere a quei ragazzi la forza, la determinazione e il carattere necessario per affrontare e vincere qualsiasi sfida”.

Con queste parole Sir Alex Ferguson ha ricordato l’amico ed ex collega Eric Harrison, scomparso oggi all’età di 81 anni. Per chi non lo conoscesse, per spiegare davvero chi fosse Eric bisogna tornare indietro di almeno una trentina d’anni, più precisamente al 1986, anno in cui il Manchester United ebbe la lungimiranza di strapparlo dalle mani dell’Everton e affidargli le chiavi del settore giovanile.

Da quel momento, sebbene fosse ancora un novellino del settore, Mister Harrison dimostrò da subito un’innata capacità nel saper motivare i ragazzi fino a renderli dei veri e propri fenomeni. Non a caso, da lì a qualche anno, grazie a lui, ai suoi insegnamenti e alle sue direttive, dall’academy dei Red Devils verranno promossi in prima squadra calciatori del calibro di Paul Scholes, i fratelli Neville, Ryan Giggs, David Beckham e Nicky Butt, nientemeno che i leggendari componenti della Class of 92.

Lui quei ragazzi non li aveva solamente allenati: li aveva plasmati a sua immagine e somiglianza, trasmettendogli quella dose necessaria di sicurezza, etica di lavoro e determinazione per affrontare qualsiasi ostacolo che la vita ponesse loro davanti, non solo all’interno del terreno di gioco. Quei ragazzi erano dei fenomeni perché oltre che un allenatore, Eric era stato un loro secondo padre, li aveva seguiti con attenzione sin dal allenamento, rispettando la loro lenta ma costante crescita e indirizzandoli al mondo del professionismo facendo bagaglio della sua precedente esperienza di uomo e allenatore.

Nel portfolio di Harrison, però, non ci sono solo i fenomeni sopracitati. È grazie a lui se in quegli anni il Manchester United produrrà talenti del calibro di Mark Hughes (che, come la Class of 92, vincerà la FA Youth Cup guidati da Eric Harrison), Keith Gillespie e Robbie Savage, tutti futuri calciatori (e addirittura allenatori) di successo.

L’eredità lasciata a Carrington nei suoi 17 anni di lavoro, hanno aiutato il Manchester United a diventare il club più vincente d’Inghilterra e una delle società con il settore giovanile più all’avanguardia di tutto il panorama calcistico europeo.

“Abbiamo perso il nostro mentore, il nostro allenatore e l’uomo che ci ha creati. Ci ha insegnato come giocare, come non arrendersi mai, quanto era importante vincere le battaglie individuali e cosa dovevamo fare per giocare al Manchester United Football Club. Stava sempre a guardare e sempre con noi ogni volta che giocavamo, tanto che riesco ancora a sentire la sua voce urlare: “NON PIÙ PASSI HOLLYWOOD”. Riesco ancora a vederlo mentre giocavamo sul campo di allenamento  guardandoci con un sorriso fiero, sapendo che in qualunque momento sarebbe arrivato per consigliarmi nei modi più educati modo di smettere di provare a fare quei passaggi tanto lunghi quanto difficili. Ci ha fatto capire come lavorare sodo e rispettarsi a vicenda e non solo sul campo. Non dimenticheremo le lezioni di vita che ci ha dato. Eric ti amiamo e ti dobbiamo tutto. Gary, Phil, Ryan, Paul, Nicky e David”.

Questo il post scritto su Instagram da Beckham, che a nome dei suoi ex compagni di squadra ha dedicato queste ultime righe a quell’allenatore che gli ha permesso plasmare la sua figura e diventare un’icona e un’ispirazione per milioni di giovani a livello mondiale.

Riposa in pace Eric.