Cos’è realmente la “Magia dell’FA Cup”?

La competizione più antica al mondo, quella per la quale molti hanno speso inutili parole riguardo un’apparente calo di presenze e di popolarità, torna questo weekend per regalarci nuove e mai viste prime, scene di giubilo. Del resto, quale altra coppa permetterebbe al piccolo Newport County, club gallese di casa in uno stadio dalla capienza di appena 7850 persone, di affrontare i campioni d’Inghilterra del Manchester City e veder giocare nel proprio impianto fenomeni del calibro di Aguero e De Bruyne? Oppure, quale altro trofeo darebbe al Bristol City (squadra più in forma d’Inghilterra con 10 vittorie nella ultime 10 partite) l’occasione di eliminare il Wolverhampton e accedere inaspettatamente ai quarti di finale?

Questa è la FA Cup. Una competizione nella quale sono tutti (piccoli club in primis) sono obbligati a sognare. Se per una volta vogliamo evitare di parlare dei top club del calcio inglese e proviamo ad analizzare nello specifico la situazione che attraversano le società delle serie minori, ci renderemo conto di come l’FA Cup rappresenti non solo un motivo d’orgoglio ma anche e soprattutto la possibilità di redimersi e dare tutto causa. La magia di questa coppa, tutto sommato, non sono gli stadi pieni o le sfide tra grandi e piccoli club, quanto il fatto che sin dal primo turno extra preliminare che si gioca in agosto, tutti hanno il diritto di sognare di poter giocare, un giorno, la finale di Wembley.

FA Cup è motivazione. FA Cup è passione. FA Cup è voglia di stupire. Gridare allo scandalo solo perché il Manchester United giocando in casa contro il Derby County non fa tutto esaurito è totalmente fuorviante. La coppa d’Inghilterra non si gioca solo a Old Trafford. La Coppa d’Inghilterra vive di un fascino tutto suo perché squadre come il Newport County o lo Shrewsbury Town o il Doncaster Rovers hanno la possibilità, per un pomeriggio, di ospitare club molto più grandi e ambiziosi di loro. È una questione d’onore e di rispetto.

Il guardiano dello stadio che apre la mattina presto nonostante la partita si giochi in notturna. Il giardiniere che da circa due settimane, ogni giorni, ripassa il campo per evitare che anche un solo filo d’erba sia fuori posto. L’attaccante che tra un lavoro part – time e un allenamento al gelo sogna già di segnare a un portiere di Premier League, magari dribblando il difensore titolare della nazionale inglese. L’allenatore che prepara i ragazzi scrivendo loro messaggi whatsapp motivazionali. Il dirigente che sistema il proprio ufficio per prepararsi al meglio ad accogliere il grande club che farà loro visita.

Per alcuni club, addirittura, giocare un quinto turno di FA Cup contro una squadra di due o tre categorie più forte significa anche ricevere come premio una quantità di denaro sufficiente per sopravvivere ed evitare incombenze economico – finanziarie che rischierebbero di portare la società al fallimento. Del resto, come in qualsiasi altra partita, si gioca 11 contro 11, né uno di più né uno di meno. L’FA Cup di ricorda che tutti, almeno una volta, sono stati gli sfavoriti rispetto a qualcun altro ma che quella volta, nonostante le previsioni, riuscirono a vincere e sorprendere chi non avrebbe mai scommesso un euro su di loro.

Anche in questo weekend, su e giù per il paese, ci saranno tifosi realmente convinti che la loro squadra possa battere un club nettamente più forte e progredire al quarto turno. Magari al 90’ saranno lì a chiedersi come abbiano fatto a crederci anche per un secondo, ma per qualche ora, perlomeno, le loro ambizioni sono state le stesse dei rivali, nonostante i valore tecnico e individuale dei giocatori o la caratura del club siano nettamente inferiori.

Questo è la FA Cup. Non gli ascolti tv in calo o spicchi di stadio vuoti, ma intere città alle quali è permesso di sognare.