Cosa è successo ai tifosi del Newcastle dopo il gol del pareggio di Matt Ritchie?

Fortunatamente il calcio non è nato nel 1992, anno della costituzione della Premier League. Anzi, per certi versi, in molti sono convinti che il potere economico e l’influenza mediatica avute dal massimo campionato inglese negli ultimi 25 anni abbia rovinato il calcio inglese sotto moltissimi aspetti a partire da quello relativo all’atmosfera negli stadi.

L’imborghesimento delle società, derivato dalle entrate relative agli sponsor tecnici e i diritti tv, hanno portato a un netto imborghesimento dei tifosi stessi, dove i turisti provenienti da ogni parte del mondo hanno sostituito gli inglesi. Questo almeno per quanto riguarda le tribune che ospitano i tifosi di casa. I settori ospiti, per ora, sono rimasti tali e quali: a loro, fortunatamente, hanno accesso solo chi ha sottoscritto la membership, e su di essa hanno accumulato nel corso degli anni precedenti, un quantitativo di punti sufficiente per assicurarsi i biglietti prima di tutti gli altri. Non solo, alcune società permettono ai tifosi che si sono abbonati di sottoscrivere un abbonamento anche per le partite in trasferta.

Non è un caso che il più delle volte il settore più rumoroso all’interno di uno stadio inglese, sia il settore ospiti. È lì che per 90 minuti si raggruppano i tifosi più caldi e fedeli, quelli che non hanno bisogno di seguire la partita seduti, quelli che non si vergognano di cantare a squarciagola e vivono il calcio più come una festa che un evento sportivo in sé.

Proprio per questo, sarebbe cosa buona e giusta che le società e, in primis, le istituzioni, salvaguardino i tifosi ospiti. Essere un tifoso ospite non può e non deve essere un crimine punibile con la galera se si sta in piedi sul seggiolino o se nell’euforia di un’esultanza si oltrepassano i cartellino pubblicitari che delimitano il bordo del campo con le tribune. Far rispettare le regole è giusto, giustissimo. Abusare della propria autorità e inventarsi reati inesistenti, però, diventa un reato. È per questo motivo che 7 tifosi del Newcastle dopo il gol al 94° di Ritchie che ha consegnato loro il pareggio sul campo del Bournemouth, dopo essere capitolati in campo nella foga dell’esultanza, sono stati arrestati e messi in custodia.

Da quel momento, nessun processo, nessuna notizia sulle loro condizioni, nessuna news relativa a cosa ne sarà di loro. Il giudice che ha confermato il fermo ne ha ovviamente stabilito il rilascio su cauzione e per questo motivo da ieri pomeriggio i tifosi del Newcastle hanno fatto partire una raccolta fondi online per aiutare i loro compagni ad uscire di prigioni e farli tornare dalle loro famiglie.

Quest’anno l’Inghilterra ha visto crescere sensibilmente il numero di invasioni di campo e atti vandalici relativi a eventi sportivi (tra i più recenti e clamorosi le invasioni durante il derby di Birmingham e il match tra Arsenal e Manchester United dove un paio di delinquenti hanno corso per il campo con il solo intento di ferire un giocatore avversario), ma non deve creare allarmismo: la percezione da parte del tifoso medio della sicurezza relativa all’evento non è cambiato, anzi.

Gli stadi sono sempre pieni (le percentuali sono addirittura aumentate) e i tifosi ci si recano ancora molto volentieri, ma gli organi di stampa spesso confondono i delinquenti con i tifosi normali. Se un tifoso finisce sul terreno di gioco per festeggiare un gol, non è paragonabile a quell’idiota che ha colpito da dietro Jack Grealish rischiando di ferirlo gravemente. Se un tifoso abbraccia il proprio giocatore nella foga di un festeggiamento, non è paragonabile a quell’altro idiota che durante Hibernian – Rangers ha scavalcato i cartelloni pubblicitari per spingerlo e scaraventarlo a terra.

Queste due tipologie di persone non vanno confuse, altrimenti si rischia di creare confusione attorno a temi che in passato hanno già creato miriadi di problemi. I tifosi non sono criminali e non vanno quindi trattati come tali. Bisogna saper riconoscere i veri delinquenti per evitare di criminalizzare la massa e valorizzare chi vuole davvero che questo sport sia il più bello al mondo. Anche e soprattutto se questo implica finire in campo mentre si esulta un gol all’ultimo secondo.