La prima Hillsborough

Il 25.05.39 si spense, all’età di settantaquattro anni, nella natia Glasgow, Archibald Leitch, “The man who invented the football stadium”.

Né radio né giornali all’epoca riportarono la notizia, condannando così a decenni di oblio uno degli architetti più influenti del XX secolo; in pochi, probabilmente nessuno, hanno saputo segnare la storia del calcio e della società britannica come Leitch.

In quarant’anni di carriera Archie consegnò al mondo alcuni dei più iconici stadi d’oltremanica, autentiche cattedrali in cui per oltre un secolo è stato celebrato il rituale laico del football, progettò (in parte o totalmente) oltre trenta impianti fra Scozia, Inghilterra e Irlanda; le stands con le allora innovative, ed ormai scomparse terraces di Anfield Road, Old Trafford, Craven Cottage, Highbury, The Old Den, The Dell, Goodison Park, Hillsborough, Molineux, Stamford Bridge, Villa Park, White Hart Lane rappresentano solo un frammento dell’inestimabile eredità culturale lasciataci dall’architetto scozzese.

Lo stadio a cui il fato legherà indissolubilmente e drammaticamente il nome di Leitch fu però il primo che gli venne commissionato, quello nel quale avrebbe giocato per oltre un secolo, e gioca tuttora la squadra da lui tifata: Ibrox Park, casa della metà blu e lealista di Glasgow, il tempio dei Rangers.

Nessuno sa, né saprà mai con esattezza in quanti, nel primo pomeriggio di sabato 05/04/1902, si recarono ad Ibrox Park, per la prima del nuovo impianto con il tutto esaurito: le stime oscillano fra i 68.000 e i 70.000, ma è possibile anzi, probabile, che fossero in molti di più ad assistere all’incontro internazionale più sentito, ovvero quello tra la Scozia e la tanto odiata Inghilterra.

Pioveva al 20’ del primo tempo, come sempre d’altronde, quando un’oscillazione della folla, per osservare i dribbling mercuriali della talentuosa ala scozzese Bobby Templeton, fece collassare parte della West Tribune Stand, edificata con tubolari e assi di legno, tribuna dalla quale caddero in centinaia, ventisei per non rialzarsi mai più.

L’incontro terminò 1-1 per poi essere annullato e rigiocato il mese dopo a Birmingham, con l’incasso devoluto in beneficenza ai familiari delle vittime e agli oltre cinquecento feriti. Le indagini scagionarono da ogni accusa sia i Glasgow Rangers che Leitch, il quale alla vista della propria creatura ferita e mutilata, decise di onorare la memoria delle prime, e purtroppo non ultime, vittime del calcio d’oltremanica rinnovando la concezione di impiantistica sportiva con l’introduzione di recinzioni innovative e di spalti sostenuti da terrapieni: le terraces, che avrebbero accolto poi, per decenni milioni di giovani britannici e dalle quali vennero vissute pagine indelebili di sport.

Il primo disastro di Ibrox, fu il giorno in cui la Gran Bretagna del football perse la sua innocenza. Il 05 aprile 1902 la data in cui si capì che di sport si può, ma non si dovrebbe, anche morire. Fu il primo ma significativo passo verso la costruzione di stadi più sicuri, una tragedia che deve essere ricordata e disseppellita dagli scrigni della memoria in quanto parte della storia del calcio.

Così David Mason, storico dei Ranger ricorda gli eventi di quella piovosa giornata:

“Non dovremmo perdere di vista gli eventi del 1902, perché sono una parte integrante della nostra storia”.

A cura di Nicoló Palmiotta