Com’è stata possibile la scalata del Norwich alla Premier League?

Una rinascita inaspettata, resa tale dalla lungimiranza e dalle indiscusse qualità dell’allenatore, dalla pazienza e il pragmatismo dei dirigenti e dalle indubbie qualità dei giocatori. Nessuno, ma proprio nessuno, a inizio stagione avrebbe pronosticato il Norwich City come papabile candidata a una promozione diretta in Premier League. Ad oggi, invece, i Canaries sono primi in classifica a quota 84 punti (+5 sul Leeds United secondo) con sole 5 partite da giocare da qui alla fine del campionato. Come è stato possibile che una squadra sia passata dalla 14^ posizione in classifica e dall’avere uno dei reparti offensivi meno prolifici della Championship dello scorso anno, al primo posto e il miglior attacco del campionato in questa stagione?

Lo stile di gioco

Il lavoro svolto da Farke nell’ultimo anno e mezzo è stato incredibile. La continuità alla fine lo ha premiato, nonostante il club gli abbia ceduto due dei giocatori più importanti. Le partenze di Maddison (direzione Leicester) e Murphy (direzione Cardiff) avevano di fatto privato la squadra di due perni fondamentali. Nessuno avrebbe immaginato che, senza questi giocatori la squadra sarebbe riuscita a migliorare le prestazioni della scorsa annata. Anzi, in molti prospettavano addirittura la retrocessione in League One. E invece l’allenatore ha avuto pazienza, ha dato fiducia ai suoi uomini ed è riuscito a costruire una squadra organizzatissima, votata all’offensiva e tatticamente superiore rispetto a tutte le altre compagini di categoria. L’aiuto degli esterni (Aarons e Lewis) alla manovra, Godfrey (centrale che arriva direttamente dalle giovanili) assicura protezione all’estremo difensore e ha già dimostrato una discreta professionalità, mentre Teemu Pukki (in attacco) e Emiliano Buendia (centrocampista offensivo) hanno restituito alla squadra quello che sembrava perso con le cessioni dei capisaldi dell’undici titolare dello scorso anno.

Gli innesti

Pukki, per l’appunto, ha già segnato 26 gol (e fatto registrare 9 assist), rientrando nel 45% dei gol totali segnati dal Norwich in campionato (86 con ancora 5 partite da giocare). Il suo arrivo dal Celtic è stato un vero e proprio toccasana per l’attacco dei Canaries: forza fisica, doti tecniche e fiuto del gol gli hanno permesso di affermarsi sin da subito tra i titolari ed essere nominato nel “Team of The Year”. Dietro di lui, la novità è stata quella di Buendia, che nonostante il suo ruolo di ala destra, grazie alla sua esperienza, i suoi movimenti e la sua visione di gioco ha permesso a tutta la squadra di fare il salto di qualità necessario per imporsi e conquistare la vetta del campionato. Ha sempre agito in aree del campo diverse da quelle in cui agiva Maddison, ma nonostante tutto è comunque riuscito a fare la differenza.

L’entusiasmo

Da diversi anni ormai il Norwich continua imperterrito ad alternare stagioni orrende ad annate incredibilmente positive. Questa discontinuità ha favorito il continuo sali/scendi dalla Premier League che ha comunque permesso ai tifosi di tenere alto l’entusiasmo. Carrow Road si è quasi sempre riempito a festa e nessuno ha fatto mai mancare il proprio apporto. Questa componente è stata percepita dall’ambiente e dallo spogliatoio che, anche di fronte a stagioni deludenti come quella scorsa, hanno tenuto alto l’entusiasmo. Anche questo, sebbene per alcuni sia un fattore insignificante, ha permesso ai ragazzi di Farke di conquistare (quasi) il titolo di campioni.