Come e perché il Manchester City è diventato un modello da imitare in soli 10 anni

Abbiamo avuto fortuna, dobbiamo ammetterlo. Arrivare all’Etihad Stadium in autobus (poche ore prima che il Manchester City fosse coronato campione d’Inghilterra), essere lasciati all’ingresso principale, essere ricevuti nella Chairman’s Lounge ed essere successivamente dirottati da uno degli allenatori dell’academy dei Citizens negli spogliatoi, dove ci attendeva un kit personalizzato e alcuni gadget ufficiali, è un privilegio sul quale davvero in pochi possono fare affidamento. E dirvi la verità, ci abbiamo messo pure noi qualche minuto in più degli altri per realizzare in che diavolo di situazione ci eravamo andati a cacciare.

Grazie a Marathonbet, siamo riusciti a vivere una mezza giornata da professionisti, vivere dall’interno lo spogliatoio dove ogni settimana Aguero e compagni preparano le partite, sedersi sulla panchina solitamente occupata da Guardiola e i suoi assistenti e calcare il terreno di gioco di uno degli stadi più grandi e famosi di tutta l’Inghilterra. In poche ore abbiamo realizzato il sogno di milioni di tifosi e appassionati: giocare, anche se solo per una mezzora, in uno stadio professionistico, accerchiati da giovani allenatori che nel quotidiano sono soliti dare istruzioni ai ragazzi delle giovanili del Manchester City o, addirittura, calciatori appartenenti alla prima squadra. Non solo, a bordocampo, a darci istruzioni, c’erano pure Paul Lake e Shaun Goater, ex giocatori da queste parti venerati ancora come leggende.

Insomma, gli ingredienti per godersi una giornata da “professionisti” c’erano davvero tutte. La realtà è che, oltre a guardarci attorno sbalorditi, abbiamo avuto modo di osservare, studiare e capire da vicino alcune dinamiche che, altrimenti, non avremo mai potuto vedere da vicino e toccare con mano.

Da quando lo sceicco Mansour ha preso controllo del Manchester City, quasi ogni aspetto societario è migliorato. Ne ha beneficiato la squadra, rifocillata di fenomeni in ogni ruolo (allenatore compreso), ne hanno beneficiato i tifosi che hanno visto il loro club cominciare a vincere con continuità e ne ha beneficiato l’intera città di Manchester, o quantomeno l’area che circonda l’Etihad Stadium. L’attività di riqualifica della zona antistante lo stadio, che ha visto la costruzione dello stadio che ospita le partite interne delle giovanili e del centro sportivo nel quale ogni giorno si allena la prima squadra, hanno obbligato il Manchester City a investire ingenti quantità di denaro per permettere all’intera area di cambiare aspetto.

Molte case popolari, spesso covo di gang criminali, sono state sacrificate per permettere l’ampliamento del centro sportivo e la messa in sicurezza delle infrastrutture, con conseguente miglioramento della qualità di vita dei quartieri circostanti, passati dall’essere parte dell’agglomerato urbano cittadino a vere e proprie aree residenziali, oggetto del desiderio di molti lavoratori. Del resto, dall’ordine e la tranquillità che circondano l’Etihad Stadium, il primo impatto che si ha con il centro di Manchester è il Northern Quarter, forse la zona più vibrante, giovane e attiva della città, grazie ai suoi locali e al melting pot di culture diverse che entrano quotidianamente a contatto.

Non solo, ad essere cambiato è proprio tutto l’Etihad Stadium: al di la dell’ampliamento di una delle 4 tribune, la società ha provveduto a ristrutturare tutta l’area hospitality, con conseguente innalzamento dei prezzi dei singoli biglietti ma con un automatico incremento della qualità. Nelle nostre 5 ore passate all’interno dell’impianto, oltre alla Chairmans Lounge abbiamo avuto modo di visitare anche il famoso Tunnel Club, quell’area dello stadio che da la possibilità, a chi ha fortuna di averci accesso, di poter sostare vicino ai giocatori mentre questi si trovano nel tunnel che conduce al campo, pochi minuti prima del fischio d’inizio. Oltre a questo, ovviamente, non mancano altre decine di privilegi: aree riservate con divanetti personalizzati e intere tv a vostra disposizione, posti a sedere a ridosso delle panchine, posizione centrale e seggiolini riscaldati.

Sebbene ai comuni mortali certi servizi siano inaccessibili, per via dei prezzi, la società ha scelto di investire sotto questo aspetto per fornire ai propri clienti o ai propri partner, un servizio di altissima qualità, così da poter assicurare che la matchday experience, all’Etihad Stadium, sia davvero indimenticabile. Il City, come del resto la stragrande maggioranza dei club inglesi, hanno reso lo stadio una delle principali fonti di sostentamento , rendendolo punto di riferimento grazie all’organizzazione di eventi, i tour privati (che generano guadagni fantasmagorici), lo store ufficiale e attività varie tramite le quali gli sponsor (e i partner in genere) hanno la possibilità di offrire ai propri clienti un’esperienza tutta nuova e irripetibile (vedi la nostra).

A tutto questo si aggiungono le ristrutturazioni di ambienti come gli spogliatoi, le docce, i bagni e servizi generali. Vi sembrerà strano il fatto che ci ritroviamo qui a parlare dei bagni di uno stadio, ma la cura dei particolari con la quale la società cerca di offrire ai propri giocatori la possibilità di lavorare in un ambiente moderno, innovativo e curato in ogni particolare è uno dei motivi che ti permettono di realizzare perché il Manchester City sia una delle squadre più forti e invidiate del mondo.

I risultati sportivi sembrano infatti la naturale conseguenza di un processo di ammodernamento che il board societario aveva in mente già una decina di anni fa quando ha acquistato il club e che oggi, con risultati strabilianti, sta portando i suoi frutti ed è tangibile a chiunque approcci questo tipo di realtà. Si è soliti dire che i Citizens siano un “plastic club”, cioè una squadra costruita sul nulla, con tifosi finti (o pagati per tifare) e priva di storia o tradizione.

La realtà, però, è un’altra: nonostante gli investimenti e i cambiamenti sostanziali, la società è riuscita a mantenere la propria identità, ha migliorato il proprio rapporto con l’intera città investendo e migliorandone alcuni aspetti, ha mantenuto vivo il rapporto con chi questo club lo ha sempre vissuto da vicino curandone anche gli aspetti meno evidenti (dai magazzinieri ai cuochi, passando per gli inservienti che si prendono cura dell’impianto e delle infrastrutture passando per i semplici impiegati) e incrementando (non di poco) la qualità generale di vita dei propri tesserati.

Al netto di come in molti la vogliano far passare, quella del Manchester City è una realtà identitaria, che ha saputo ricostruirsi senza dimenticare le proprie origini. In ogni singola stanza dell’area hospitality dello stadio ci sono richiami agli idoli del passato, all’importanza avuta dalla società nel tessuto sociale cittadino e a chi, senza essere passato per le prime pagine dei giornali, ha reso grande il club. I successi sono solo la naturale conseguenza di quanto avvenuto in questi anni e, avendo avuto la fortuna di vivere da così vicino una realtà così importante, fidatevi che l’unica cosa che si può augurare loro è che possano continuare a vincere ancora per tanti, tantissimi anni.