Cosa rappresentano quelle strane croci sulla nuova maglia dell’Everton?

Colori. Tradizione. Senso di appartenenza. Anche quest’anno firmata Umbro, la nuova maglia home 2019/2020 dell’Everton è un omaggio alla centenaria storia del club e, non a caso, l’hashtag che ne ha accompagnato la presentazione sui social è stato #StDomingo.

Saint Domingo FC era il nome originale dell’Everton, club fondato nel 1878 ma già attivo da qualche anno come squadra della parrocchia metodista situata all’angolo fra le strade Breckfield Road North e St. Domingo Vale. E “St Domingo” è anche il titolo che il club ha utilizzato nella pubblicazione per presentare la nuova maglia, in questi giorni (una “shirtzine”, com’è stata definita, che verrà distribuita in numero limitato, 1878 copie, come l’anno di fondazione del club).

Ma il carattere distintivo della maglia non è solo questo. Il design scelto per la stagione 2019/2020 vuole rappresentare lo stretto legame che c’è fra la squadra e i tifosi dell’Everton e, per farlo, il blu di sfondo è stato valorizzato dall’inserimento di una serie di piccoli segmenti alternativamente celesti e blu scuri, che tra loro formano una geometria a croci diagonali. È questo l’elemento chiave, che rappresenta la storia dell’Everton e del suo stadio: Goodison Park.

“I tifosi, la gente dell’Everton, vogliono vedere che diamo tutto in campo per questa maglia” (Seamus Coleman)

Goodison Park è lo stadio di casa dei Toffees dal 1892, quando ancora era un campo per l’atletica con la pista ovale e un paio di tribune ai lati. Già all’epoca era considerato uno degli stadi migliori che si potessero trovare in circolazione ma la vera pennellata d’autore arrivò con la ristrutturazione del 1907.

Archibald Leitch, l’ingegnere scozzese che inventò la tipologia di stadio all’inglese nei primi del ‘900, progettò la Goodison Road Stand, la tribuna che presentava la classica travatura reticolare sulla balconata del secondo anello – un tratto distintivo delle tribune progettate da Leitch in quel periodo (e lo stesso elemento che Leitch inserirà nella Bullen Stand, la tribuna opposta). Il motivo geometrico in sequenza creato dall’inclinazione degli elementi strutturali in ferro, mutuati dall’ingegneria civile dell’epoca, sarà uno dei dettagli più classici degli stadi britannici di inizio Novecento.

Goodison Park è uno dei pochissimi stadi dove questo storico elemento costruttivo è ancora visibile, nonostante le ristrutturazioni avvenute nel corso degli anni: se ne trova uno al secondo anello di Ibrox, a Glasgow, e uno a Fratton Park, Portsmouth, mentre quello della vecchia balconata di Roker Park, a Sunderland, è oggi posizionato in un’aiuola all’esterno del nuovo impianto, lo Stadium of Light.

Goodison Park è uno degli stadi più iconici d’Inghilterra e, grazie al design firmato da Archibald Leitch a inizio ‘900, riproposto e celebrato oggi dalla nuova maglia dell’Everton, è la testimonianza di un luogo costruito per restare nella memoria dei tifosi, per sempre.

Antonio Cunazza