Ecco perché il Manchester United ha pagato così tanto Maguire

È vero, nell’estate del 2019, esattamente 20 anni fa, il Milan acquistava Andriy Shevchenko dalla Dinamo Kiev per poco meno di 25 milioni di euro. Una cifra ai tempi elevata, che fa quasi sorridere se paragonata a quelle attuali. La recente notizia del passaggio di Harry Maguire dal Leicester City al Manchester United per 80 milioni di sterline (circa 85 milioni di euro) ha fatto ricredere un po’ tutti sull’equità delle trattative di mercato odierne. Del resto, un giovane promettente come De Ligt viene acquistato per “soli” 75 milioni e un 27enne come Maguire finisce in una squadra in totale ricostruzione per così tanti soldi? Com’è stato possibile? Fino a che punto è disposto ad arrivare il circo mediato del calciomercato per giustificare una tale spesa per un difensore mediocre come il neo acquisto dei Red Devils?

La realtà, quella inconfutabile, è che Maguire non è stato pagato poi così tanto. O meglio, la cifra è alquanto elevata ma assolutamente consona al profilo del giocatore in questione. E vi spieghiamo il perché.

Per analizzare la dinamica vanno prima presi in considerazione i dati statistici fatti registrare da Maguire nelle ultime tre stagioni, e comparati con i migliori difensori in circolazione, mentre va poi approfondita la metodologia seguita dai club per calcolare l’effettivo valore di un giocatore, molto spesso ignorata da chi preferisce le chiacchiere da bar a una sana discussione sull’argomento.

Se si dovessero tenere in considerazione statistiche come i duelli aerei vinti, le intercettazioni, i tackle effettuati e gli anticipi che hanno impedito agli attaccanti di far gol, in questo momento Maguire non ha davvero nulla da invidiare ai suoi colleghi che da anni militano nei top club europei. Di seguito, riportiamo una sinterizzazione dei dati Opta relativi solo ed esclusivamente alle performance dell’ex centrale del Leicester City a cominciare dalla stagione 2016-2017.

Minuti giocati: 8326
Tackle: 148
Duelli aerei vinti: 71%
Intercettazioni: 148
Spazzate: 469
Errori decisi: 1

Se è vero che i minuti giocati variano, con Sergio Ramos che ne accumula 7253, Koulibaly 8672, Hummels 6170, Pique 7975, De Ligt 6447, Van Dijk 7492 e Laporte 8439, sulle altre statistiche non si può dire altrettanto.

Van Dijk, ad esempio, ha vinto solamente 102 tackle (ma ha vinto il 74% dei duelli aerei e ha accumulato 141 intercettazioni), Laporte pur giocando di più ha vinto meno tackle (144), meno duelli aerei (67%) e meno intercettazioni (140), Koulibaly vince il confronto sui tackle (169 vittoriosi) ma perde sui duelli aerei (57%), sulle intercettazioni (146) e sugli errori decisivi per i gol avversari, ben 4.

Non benissimo nemmeno Pique che accumula solamente 116 tackle vincenti, 104 intercettazioni e il 71% di duelli aerei vinti, mentre De Ligt (che comunque ha giocato quasi 2000 minuti in meno), vanta solo 82 tackle vinti, il 62% di duelli aerei e 107 intercettazioni, con 4 errori decisi che hanno poi portato gli avversari a segnare. Anche Ramos non regge molto il confronto, con 122 tackle vincenti, solo il 65% di duelli aerei, 141 intercettazioni e 268 misere spazzate (per spazzate intendiamo quando il giocatore libera l’area da una potenziale minaccia offensiva).

Non solo, se volessimo affondare il colpo, Maguire ha dimostrato di essere un difensore piuttosto prolifico, con 7 gol e 6 assist accumulati nel corso delle ultime due stagioni. Solo Ramos (17 gol e 2 assist) ha fatto meglio partecipando a un maggior numero di gol, mentre Koulibaly lo segue con 9 gol e 3 assist.

 

Dal punto di vista scientifico invece, un giocatore viene valutato in base a diversi aspetti, non tutti riconducibili o influenzabili da lui e le sue prestazioni. Quando una trattativa viene avviata, a fare la differenza sono alcune variabili imprescindibili:

– Le presenze in nazionale
– La titolarità nel club di appartenenza
– I risultati ottenuto con club e nazionale
– L’età e la posizione ricoperta in campo
– Il campionato al quale partecipa
– La forza economica del club di appartenenza

Questi sono dati che possono aiutare a prevedere il costo del giocatore. Se consideriamo che Maguire è il centrale di difesa titolare, sia della nazionale che del Leicester City, ha “solamente” 26 anni, gioca in Premier League (il campionato più ricco al mondo) e militava in un club in totale salute, potevamo già prevedere che il suo prezzo base superasse i 50/55 milioni di euro.

Se a questo aggiungiamo altre variabili fondamentali come:

– La durata del contratto che ancora lo legava alla sua ex squadra
– Il valore del suo ultimo trasferimento
– La forza economica del club che acquista

Ne conviene che il prezzo aumenta fino ad almeno 65/70 milioni. Il Manchester United è da almeno un decennio costantemente nella top 5 dei club più ricchi al mondo ed è normale che il Leicester, potendo sfruttare questa posizione privilegiata dell’acquirente, abbia spinto fino al limite pur di guadagnare il massimo.

Secondo il CIES, la fonte in assoluto più autorevole in questo campo, il valore stimato di Maguire si aggira attorno ai 70 milioni, di conseguenza la cifra spesa dai Red Devils sembra si alta, ma non troppo rispetto a quanto si potesse immaginare.

La domanda, quindi, è: perché il Manchester United ha pagato così tanto Maguire?

Beh, la verità è che non l’ha pagato tanto di più rispetto a quanto realmente vale, ma considerando la caratura del giocatore, l’attitudine (che lo farà diventare un vero e proprio leader nello spogliatoio) e la crescita potenziale, forse l’investimento non è stato azzardato.

Ora solo il campo ci dirà se davvero Maguire era il giocatore che serviva ai Red Devils per riparare ai danni fatti in questi ann dai vari Smalling, Jones e Bailly.