Perché l’Arsenal ha già inserito Saliba in rosa?

Un acquisto passato quasi del tutto inosservato, nonostante la copertura mediatica dell’evento, gestito però in maniera sublime dalla dirigenza dell’Arsenal. Per chi non lo sapesse, oltre a Pepé, David Luiz, Tierney e Ceballos, questa estate i Gunners si sono assicurati, per circa 30 milioni di euro, anche il difensore francese classe 2001 William Saliba.

Se ancora non lo avete visto giocare, sappiate che non siete i soli: il giocatore è atterrato a Londra per firmare il contratto e stringere la mano al suo futuro allenatore, salvo poi risalire sull’aereo e tornare in Francia per disputare la stagione con la maglia del St. Etienne, club nel quale è cresciuto.

È stato quindi un acquisto piuttosto oneroso ma con vista sul futuro, dal momento che Unai Emery non potrà contare sull’apporto alla causa del giocatore per i prossimi 9 mesi, sebbene l’attuale reparto difensivo dell’Arsenal ne avesse maledettamente bisogno.

Nonostante questo, i Gunners hanno però deciso di includerlo nella lista dei 25 giocatori che prenderanno parte alla Premier League 2019/2020. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: come può essere che un top club come l’Arsenal sprechi uno degli slot a disposizione includendo un giocatore che sa di non poter utilizzare in alcun modo?

Beh, la motivazione potrà sembrare assurda, ma ha in realtà un senso. Secondo le attuali regole della Premier League, nella lista dei 25 giocatori della rosa che prenderanno parte al campionato, ogni club deve avere almeno 8 “homegrown players”.

Per “homegrown players” si intende un qualsiasi giocatore, di qualsiasi età e non per forza inglese, che ha militato per almeno 3 anni nelle file del club prima dei 21 anni. E Saliba, che di anni ne ha 18 e che giocherà la sua partita ufficiale con l’Arsenal la prossima stagione (quando sarà ormai 19enne), è stato preventivamente inserito nella lista dei 25 già da questa stagione, cosicché, una volta compiuti i 21 anni, avrà già “trascorso ufficialmente” 3 anni tra le file dei Gunners.

Una mossa lungimirante, che permetterà al club londinese di nominare Saliba un “homegrown” player già dal 2022, liberando quindi uno slot per un possibile nuovo acquisto o un giocatore straniero. E in una Premier League sempre meno “inglese”, questa astuzia potrebbe davvero ripagare.