Che fine ha fatto lo Stoke City?

Se lo sono chiesti più o meno tutti in questo inizio di stagione, ma nessuno, al momento, è riuscito a darsi una risposta: dove è diavolo è finito lo Stoke City? Se bastasse guardare la classifica, ci si accorgerebbe che i Potters stazionano sul fondo della classifica, con appena 2 punti conquistati dopo 9 giornate, e non sembrano essere in grado di dare una vera e propria svolta alla stagione.

Allenatore inadeguato? Squadra poco motivata? Una dirigenza assente? Solo alcune di queste domande possono trovare fondamento nella situazione nella quale versa il club in questo momento. Stando ai dati ufficiali, lo Stoke City ha la rosa più costosa dell’intera Championship, con un valore totale stimato di circa 160 milioni di euro. Da Tommy Smith (arrivato in estate dall’Huddersfield per circa 5 milioni) a Tom Ince, passando per Scott Hogan, Joe Allen, Jack Butland, Ryan Showcross (per ora infortunato) fino a James McClean: un misto di qualità ed esperienza, fanno dei Potters una delle squadre (sulla carta) favorite quantomeno per un posto nei playoff.

E invece, a due mesi dall’inizio del campionato, la situazione non è cambiata e la squadra pare essersi inserita in un vortice dal quale non riesce in nessun modo ad uscire. Lo Stoke City non vince una partita da circa 200 giorni (il 6 aprile scorso per essere precisi) e da quando Nathan Jones (l’allenatore) ha lasciato la panchina del Luton per accasarsi al Britannia Stadium, i dati raccolti sono tutt’altro che confortevoli: 4 vittorie in 30 partite totali e la recente eliminazione dalla Coppa di Lega per mano del Crawley Town, club di League Two.

Un disastro totale, che il manager ha commentato con: “Ho solo bisogno di tempo”. Tempo che sarebbe esaurito per la gran parte degli allenatori se si fossero trovati al suo posto, ma che trovato un grande alleato in Peter Coates, proprietario e tifoso dello Stoke City, che recentemente alla BBC ha dichiarato semplicemente: “Non ci aspettavamo di trovarci in questa situazione e stiamo facendo di tutto per risolverla, ma non è poi la fine del mondo”.

Una mentalità che può spesso portare a risolvere determinate situazioni, ma che in questo caso potrebbe risultare un’arma a doppio taglio. I Potters non hanno più tempo da perdere: il prossimo weekend arriva l’Huddersfield, l’altra grande delusa della stagione e penultima in classifica, che però ha appena cambiato allenatore e sembra aver dato una piccola smossa al proprio gioco.

Non dovessero arrivare i 3 punti nemmeno contro i Terriers, lo Stoke City si ritroverebbe ultimo in solitaria e con poche altre cartucce per risollevarsi: serve una reazione immediata per evitare di passare dal paradiso della Premier League all’incubo della League One nel giro di un paio di stagioni.