Bobby Stokes, il ragazzo di Portsmouth che ha fatto la storia del Southampton

Ma Bobby Stokes era in fuorigioco? Non lo sapremo mai, e non è un’esagerazione. La ripresa televisiva – l’unica disponibile, in un’epoca in cui non esistevano telefonini e nessuna persona normale si sognava di portare una vistosa telecamera allo stadio – non lo fa capire: anche se nel momento in cui l’attaccante del Southampton riceve la palla pare proprio che uno dei due difensori centrali del Manchester United, Martin Buchan, sia fermo sul posto e dunque lo tenga in gioco.

Ma di cosa si tratta? Semplice: finale di Coppa d’Inghilterra del 1976, 83esimo minuto, a metà campo il grande Mike Channon appoggia lateralmente di interno sinistro verso il centrocampista scozzese Jim McCalliog, che anticipando l’intervento di un avversario indirizza di destro, di controbalzo, un lancio non potente che però scavalca la difesa dello United e permette a Stokes, di andare sotto alla palla e girarla di sinistro, lenta ma micidiale, appena dentro il palo opposto.

È l’unico gol della partita e dà al Southampton il primo e unico trofeo della sua storia, ancora più significativo se si pensa che i Saints erano in seconda divisione (l’attuale Championship) mentre lo United era nella massima serie, nella quale peraltro era tornato solo dodici mesi prima, dopo la retrocessione del 1974. Era un decennio particolare, del resto, forse il migliore in assoluto per chi ama la varietà: tra 1970 e 1979 sei squadre diverse vinsero il campionato e nove la FA Cup, due delle quali (l’altra fu il Sunderland, 1973) pur militando nella seconda serie. Tommy Docherty, ora 91 anni, l’allenatore di quello United, per anni ha tormentato l’arbitro gallese Clive Thomas per quel gol a suo avviso irregolare, e il bello è che Thomas un giorno ha ammesso di aver pensato pure lui che lo fosse, ma che la sua posizione arretrata rispetto al gioco e la mancata segnalazione da parte del guardalinee lo avessero convinto a non fischiare nulla.

Fatto sta che Stokes è nella storia, a prescindere: una storia che sul piano personale si è purtroppo interrotta nel 1995, a soli 44 anni, con la morte dovuta a complicazioni da polmonite. Morte avvenuta a Portsmouth, dove Stokes era tornato: perché da lì veniva e lì aveva provato a diventare calciatore, senza successo. Scartato dal Portsmouth, era finito al Southampton a 15 anni e ci era rimasto fino al 1977, per poi firmare finalmente con il Pompey e finire la carriera negli Stati Uniti. Coincidenze, nulla più, in una vita illuminata dal calcio ma da poco altro.

Come ha ammesso un ex compagno di squadra, Bobby non era pronto per una carriera post-agonistica: accettata la proposta di un collega di aprire un pub – classico approdo degli ex calciatori – chiamato The 83rd Minute, in onore del minuto dello storico gol, si tirò indietro all’ultimo momento, poi aprì ugualmente un locale a Portsmouth, che non andò bene.

Passò da proprietario a dipendente della cugina Maria, cui era affezionatissimo: chissà quante persone, scendendo alla fermata del treno Portsmouth Harbour con l’intento di farsi una passeggiata (peraltro in zona all’epoca non bellissima), visitare una nave da guerra o prendere un traghetto si sono viste servire un the o un caffé da un tizio sui 40 anni, con l’aria sbarazzina, senza sapere che quello era l’autore del gol più famoso della storia del club. Quello rivale, però.