Che fine ha fatto Wayne Shaw?

Era il 20 febbraio del 2017 quando Wayne Shaw decise di iscrivere il proprio nome negli annali della storia del calcio, ma non per un particolare gesto tecnico o per una frase pronunciata durante le interviste post partita, bensì per un’azione del tutto inusuale, che in pochi minuti è riuscita a fare il giro del mondo.

Quella sera il suo Sutton United (militante nella National League, la quinta serie inglese) affrontava l’Arsenal in FA Cup: si trattava, senza alcun dubbio, di una delle partite più importanti della storia del piccolo club londinese, che ospitava tra le proprie mura una delle squadre inglesi in assoluto più famose e vincenti di sempre.

Le settimane e i giorni prima della partita erano stati intensissimi dal punto di vista mediatico: tutti cercavano notizie sul piccolo Sutton, tutti volevano intervistarne i protagonisti, tutti volevano in qualche modo prendere parte a quella che sarebbe potuta diventare una sfida storica, soprattutto perché i Gunners si preparavano a un folto turnover e avrebbero potuto complicarsi la vita contro una squadra molto più debole ma che non aveva assolutamente nulla da perdere.

Tra i tanti protagonisti di quella inusuale notte di FA Cup, c’era sicuramente Wayne Shaw, il secondo portiere del Sutton United: un signore chiaramente sovrappeso, che si avvicinava al suo 46° compleanno e che da quelle parti era considerato un vero e proprio tutto fare. Il suo aiuto era richiesto per tutti i “lavori sporchi”: la pulizia dell’impianto e degli spogliatoi, la cura del campo, il lavaggio delle divise. Insomma, per il buon Wayne qualcosa da fare c’era sempre.

La notorietà acquisita nei giorni subito precedenti alla partita, diede forse un po’ alla testa al portierone inglese, che decise di consacrare la propria figura compiendo un gesto del tutto sconsiderato, ovvero mangiare un panino in diretta tv nel bel mezzo della partita. Lo screen del povero Wayne, immortalato mentre morsica il suo pasto serale, finisce praticamente ovunque nel giro di pochi minuti, tanto che al triplice fischio non si parlerà neanche tanto della vittoria per 2-0 dell’Arsenal, ma del nuovo “idolo delle folle” che in barba alle regole non scritte del vero professionista, aveva ben pensato di ingolfarsi durante il match, con gli occhi di tutto il mondo puntati dritti su di lui.

Nei giorni successivi al fattaccio, si sparse la voce che Wayne avesse scommesso dei soldi su questo suo gesto e stesse quindi sfruttando il momento per accumulare quanti più soldi possibile. Le voci si fecero talmente insistenti che appena 24 ore dopo la fine della partita, il signor Shaw fu costretto a rassegnare le dimissioni.

“In tutta la mia vita ho avuto solamente 3 lavori, sono sempre stato onesto e sincero con tutti. Nel giro di un giorno fui accusato di qualsiasi cosa e arrivai alla conclusione che non avrei avuto tempo e soldi da perdere per far valere la sua posizione e scagionarsi da tutte le accuse. Ero solo. Così cedetti subito, mi feci da parte e aspettai che le polemiche si placassero”.

Così ha parlato Wayne Shaw ai microfoni di Sportbible.

Nei 3 mesi successivi accumulai 35 mila sterline solo dalle interviste che rilasciai. Fui ospitato anche in Svezia in un talk show. Poi decisi di fermarmi. Avevo abbastanza soldi per vivere la mia normalissima vita per un anno intero, così mi presi del tempo per riflettere. Dopo qualche settimana, radunai la famiglia e dissi loro: ‘Sentite, oltre al calcio ho soltanto una passione: il mangiare. Perché non fare qualcosa a riguardo?’”.

Fu così che Wayne decise di investire i soldi accumulati dalla sua improvvisa notorietà per comprare il kit necessario per cucinare i maiale, meglio noto come Hog Roast BBQ, mentre curava l’aspetto commerciale dell’AFC Totton, la squadra del suo paese.

Con il tempo si rese conto di essere davvero bravo ai fornelli, in molti andavano allo stadio solo per mangiare i suoi tortini o i suoi panini, a tal punto che prese una decisione drastica: spendo tutto e compro un pub. E che pub: Wayne si è appropriato del pub più grande e più conosciuto dal paese, che presto gli permetterà di far conoscere davvero a tutti le sue grandi doti di cuoco.

Ho perso “amici” quella sera. In molti pensarono che stessi facendo tutto quello per la fama. Ma la realtà era ben diversa. Non tornerò mai più a vedere una partita del Sutton, anche perché sono poche le persone con le quali continuo a parlare regolarmente. Rifarei tutto quello che ho fatto perché non avevo alcun secondo fine, ma se a priori avessi conosciuto le conseguenze, avrei evitato alla mia famiglia questi recenti periodi di stress.

E conclude.

Nella vita si sbaglia, si impara e ci si rimette in gioco. E magari nel frattempo si ha modo di scoprire chi sono i veri amici.