L’importanza sociale del pub

Per molti un’istituzione, un punto di riferimento, uno stile di vita. Per altri, un modo come un altro per passare il proprio tempo libero. Ma in quanti conoscono la storia alla base della public house, meglio conosciuta come pub? Perché nel Regno Unito ce ne sono così tanti? Perché hanno tutti (o quasi) le luci soffuse?

Proviamo a spiegarvelo. Grazie all’impero romano e alla costruzione delle prime arterie stradali gli abitanti delle isole britanniche poterono cominciare a spostarsi da una parte all’altra del paese. Sebbene gli antichi romani diffusero il culto della “taverna”, un piccolo locale nel quale era possibile bere e mangiare, fu con il passare dei secoli che la funzione del pub cambiò in maniera determinante. Attorno al decimo secolo, cominciarono i primi veri e propri spostamenti via terra legati a esigenze economiche, paesi e città si popolavano sempre più, i pellegrinaggi erano sempre più frequenti e l’unico metodo per accogliere in un unico posto viaggiatori, pellegrini o semplici abitanti era quello di creare un luogo nel quale tutti potessero convivere, parlare, scambiarsi le proprie opinioni o anche solo ridere e scherzare.

Fu per questi motivi che comparvero le prime “case pubbliche” o public house, ovvero case in cui i proprietari accoglievano degli sconosciuti offrendo loro del ristoro. Cominciò tutto con delle ospitate, ma ben presto la situazione cambiò: la gente non riusciva a fare a meno del pub in quanto l’unico modo per fare interazione, incontrare altre persone o chiedere aiuto qualora ci si trovasse in difficoltà. Vennero quindi costruiti locali appositi che avevano la licenza di vendere alcol o cibo e offrire alloggio a chi ne avesse bisogno.

Per far sì che i viaggiatori o i pellegrini riconoscessero il pub (visto che a quei tempi gli impianti di illuminazione ancora non esistevano), si pensò di attaccare all’esterno una lanterna in modo che, anche da lontano, gli interessati potessero scorgerla e capire dove fermarsi: vedendo quella luce sapevano di essere “arrivati a casa” e che avrebbero potuto finalmente riposarsi. Era un tratto distintivo del pub, perché non solo fungeva da segnale di riconoscimento ma creava un’atmosfera familiare per lo straniero di passaggio.

La cosiddetta “luce soffusa” è stata una delle prime caratteristiche che hanno permesso al pub di diventare una vera e propria istituzione: nei paesi anglosassoni andare al pub non è solo un movimento fisico ma un rituale irrinunciabile e imprescindibile. Andare al pub dopo il lavoro. Andare al pub il sabato pomeriggio con gli amici. Andare al pub la domenica per il Sunday Roast. Andare al pub in generale è quasi un dovere morale. E attenzione: andare al pub non significa ubriacarsi (anche se in molti esagerano comunque). Andare al pub significa interagire, creare delle relazioni, voler bene e sostenere la propria comunità. Certo, vuol dire anche alcol, divertimento, baldoria ma per molti britannici è prima di tutto uno stile di vita.

Nel Regno Unito capita spesso di trovare dei pub nelle periferie o in aree sperdute, molto spesso trasandati, abbandonati o con le luci che sembrano spegnersi. Non si tratta di ruderi lasciati lì in attesa che il tempo e l’erosione delle piogge li demolisca o li cancelli per sempre, ma di pub veri e propri che, loro malgrado, hanno rappresentato il rifugio per decine di migliaia di persone nel corso degli anni e secoli passati.