Perché Fowler sniffò la linea di fondo

In un modo o nell’altro, a tutti noi è capitato di vedere la foto di Robbie Fowler a gattoni sulla linea di fondo campo, intento a “sniffare” la linea bianca subito dopo un gol realizzato ad Anfield contro l’Everton. Uno scatto iconico, ancora oggi celebrato da molti, del quale però in pochi conoscono l’origine, o quantomeno la motivazione che ha spinto l’attaccante inglese a festeggiare un gol in quel modo, tanto spinto quanto ilare.

È il 3 aprile del 1999 quando Liverpool ed Everton si affrontano in un match dal sapore amaro: entrambe le squadre vivono un periodo di appannamento, con i Blues impegnati nella lotta salvezza e i Reds lontani dalle prime posizioni. L’attesa è di quelle che si rispetti perché in palio, in ogni caso, c’è la vittoria di uno dei derby più sentiti d’Inghilterra.

Pronti via e l’Everton va in vantaggio: dopo nemmeno un minuto di gioco, Olivier Dacourt da 30 metri fulmina David James con un silura che si infila all’incrocio dei pali. Il Liverpool è scosso ma trova la forza di reagire, sfruttando due fattori: l’ingenuità di Marco Materazzi e l’animo ferito di un tifoso dell’Everton che quel giorno è in campo e non vede l’ora di sfogare la sua rabbia.

Nelle settimane e i mesi precedenti alla partita infatti, si parlava del possibile coinvolgimento di Robbie Fowler in un giro di droga, del quale lui stesso avrebbe fatto uso. I social non esistevano ancora, ma i tifosi rivali (e in particolare quelli dell’Everton), si erano accaniti su di lui con cori di scherno e minacce verbali. Una situazione grave, della quale ha risentito non solo l’attaccante del Liverpool, ma tutta la sua famiglia, travolta da uno scandalo che, si scoprirà in seguito, non aveva ragione di esistere e dal quale Fowler ne uscirà completamente pulito.

Al 15’ minuto di gioco Materazzi entra (stranamente) con irruenza e in ritardo su Paul Ince, lo atterra in area e causa un calcio di rigore a favore del Liverpool. Sul dischetto si presenta Fowler che, con freddezza, batte il portiere avversario e pareggia i conti per i Reds. Viene abbracciato dai compagni e urla parte della sua rabbia verso il settore occupato dai supporters dell’Everton, si accuccia a terra e simula di sniffare la linea di fondo campo, proprio a un paio di metri dai tifosi ospiti.

Tempo 6 minuti e il risultato cambia di nuovo: tiro di McMananman da fuori area, miracolo di Myrhe e calcio d’angolo per il Liverpool. Dal corner che ne scaturisce, sempre McManaman sfiora il pallone di testa quel tanto che basta per servire l’accorrente Fowler che di testa sigla il gol del 2-1.

I compagni lo abbracciano, lo stadio è in visibilio ma nella sua testa scorrono velocemente i titoli di giornale, gli insulti e le minacce ricevuti nei mesi precedenti, a tal punto che si gira nuovamente verso i tifosi dell’Everton urlando con tutta la voce e la forza che aveva in corpo.

Un gesto che vale più di mille parole: sembra voler dire “ecco che cosa è capace di fare quello che voi considerate un cocainomane”.

La partita prosegue e tornerà a smuoversi solo nel finale: all’82’ il Liverpool segna il 3-1, mentre due minuti più tardi l’Everton accorcia le distanze con Francis Jeffers. Finirà 3-2 per i Reds, ma quel derby verrà ricordato soprattutto per quell’esultanza polemica che consegnò Fowler alla storia.