Il dramma sportivo di Watford-Leicester

Sabato 12 maggio 2013, nella bibbia del calcio inglese, è un giorno particolarmente importante che però troppo spesso viene dimenticato. Nello stesso pomeriggio, tra l’altro negli stessi minuti, sono avvenuti due fatti destinati a rimanere nella storia del football d’oltremanica per molti anni a venire. Sono passati solamente 7 anni anni da quel giorno, ma i ricordi sono ancora molto vivi: mentre a Old Trafford il popolo Red Devils diceva addio due leggende come Sir Alex Ferguson e Paul Scholes, a Watford, non lontano da Londra, si consumava uno dei drammi sportivi più impensabili di sempre.

Ma andiamo con ordine. A Manchester lo United batte lo Swansea 2-1 grazie a un gol nei minuti finali di Rio Ferdinand, ma la festa è tutta per due icone storiche del club, che avevano annunciato il loro ritiro solamente poche settimane prima. Come già anticipato, stiamo parlando di Sir Alex Ferguson e Paul Scholes rispettivamente il miglior allenatore e il miglior centrocampista che il Manchester United abbia mai avuto.

Un pomeriggio storico che, per ironia della sorte, coincide anche con l’ultimo festeggiamento per la vittoria della Premier League da parte dei Red Devils, capaci fino a quel momento di trionfare in 13 edizioni sulle 20 disputate. All’interno di un Old Trafford tutto esaurito e sotto gli occhi di leggende del calibro di Bobby Charlton e Denis Law, Scholes giocherà gli ultimi minuti con addosso l’unica maglia della sua carriera, mentre Ferguson, commosso e bagnato per il diluvio che si era abbattuto su Manchester, accoglierà l’abbraccio del suo popolo dopo aver conquistato 38 titoli in 27 anni.

Negli stessi istanti in cui lo United alzava al cielo il suo 13° titolo di Premier League, a Vicarage Road andava di scena uno spettacolo per cuori forti. Watford e Leicester City, infatti, si sfidavano nella seminale di ritorno dei playoff di Championship, con gli ospiti in vantaggio per 1-0 dopo i 90 minuti dell’andata. Sul risultato di 2-1, che avrebbe portato il match ai supplementari, al minuto 94’, l’arbitro fischia un calcio di rigore per il Leicester City.

Sullo stadio scende il gelo. All’improvviso le foxes hanno l possibilità di pareggiare i conti e regalarsi la finale di Wembley dove avrebbero affrontato il Crystal Palace per un posto in Premier League. Gli occhi sono puntati tutti su Almunia (portiere del Watford) e Knockeart (l’attaccante del Leicester incaricato alla battuta del penalty). La tensione sale. L’arbitro fischia. Knockeart calcia più di rabbia che di precisione e Almunia respinge una prima volta, ma sulla respinta è ancora più bravo a neutralizzare la ribattuta dell’attaccante avversario, permettendo ai suoi di liberare l’area.

Siamo ormai al 97’, ma l’arbitro per recuperare il tempo perso per calciare il rigore, fa proseguire. In un attimo, la situazione si ribalta: mentre lo stadio esulta per la parata di Almunia, gli Hornets partono in contropiede sulla fascia destra, arrivando in un batter d’occhio al limite dell’area opposta. Dopo aver controllato il pallone con un paio di tocchi, Forestieri crossa in area, Hogg riceve sul secondo palo facendo sponda di testa in mezzo all’area dove arriva prorompente Deeney che di destro batte Schmeichel regala al Watford la qualificazione alla finale.

Le scene che si susseguono sono di delirio puro: alcuni tifosi invadono il campo, Deeney si butta in mezzo a loro per festeggiare, Zola (manager del Watford) a momenti cade per terra per l’esultanza e i tifosi del Leicester, come del resto chiunque stesse assistendo a quella partita, non può credere ai propri occhi. Nella confusione generale l’arbitro fischia la fine, ma i tifosi sono già in festa: hanno appena assistito a uno dei finali di partita più pazzi di sempre e l’unica cosa che hanno in mente è quella di celebrare una vittoria insperata fino a qualche secondo prima.