One strike wonder: l’assurda storia di Jimmy Glass

La competizione è riservata alle squadre dalla quinta serie in giù (comprese le serie regionali) e le migliori due, dopo un’infinita serie di turni preliminari, arrivano a giocarsi il torneo, proprio come fanno le grandi, nel magico teatro di Wembley. Un fattore non indifferente se si considera che fino a pochi giorni prima del calcio d’inizio dell’atto finale della competizione, si è abituati a vedere le squadre giocare in inospitali campetti di provincia.

L’altro incubo, invece, è la discesa dalla Football League alla Conference. 

Le differenze economiche tra quello che è il calcio professionistico e quello di Non League sono molto ampie, a tal punto da creare un vuoto infinito che quasi sempre impiega anni per essere colmato o che, in casi estremi, porta addirittura al fallimento. 

Le ultime giornate dei vari campionati sono sempre quelle più eccitanti di tutta la stagione, ma se la tua squadra milita nella League Two inglese e a 90 minuti dal termine non si è ancora guadagnata la matematica salvezza, allora l’ultima giornata diventerà improvvisamente il giorno più importante dell’anno. Un esempio lampante è l’ultima giornata di Football League della stagione 1998-1999.

È maggio quando Scarborough e Carlisle United si giocano la sopravvivenza nel calcio professionistico che, come abbiamo appena visto, rappresenta il traguardo di gran lunga più importante della stagione, soprattutto se si tiene in considerazione l’impatto economico che rischia di avere sulle finanze del club.

Ma torniamo a quella sfida. Da una parte c’è il Carlisle United, club con sede nell’estremo nord ovest dell’Inghilterra, a poche chilometri dal confine scozzese, che si apprestava ad affrontare il Plymouth Argyle, il club professionistico più a sud di tutto il paese, che aveva ormai chiuso il campionato in una tranquilla posizione di mezza classifica.

Dall’altra invece i Robins dello Scarborough, pronti ad ospitare il Peterborough United, squadra non ancora del tutto sazia visto che con una vittoria, i 3 punti in saccoccia e un paio di risultati a favore, avrebbe potuto rientrare addirittura nella zona playoff.

Per non retrocedere, il Carlisle United doveva vincere e sperare che il Scarborough non facesse lo stesso.

Dopo i primi 45 minuti di gioco, al McCain Stadium di Scarborough il risultato era fermo sull’ 1-1, mentre a Carlisle, contro tutti i pronostici, la gara era ancora inchiodata sullo 0-0, con i padroni di casa in netta difficoltà e ancora a galla solamente grazie alle parate di un eroico Jimmy Glass.

Cresciuto calcisticamente tra le file del Crystal Palace ed esploso definitivamente a Bournemouth, dove arrivò a collezionare ben 95 presenze, Jimmy Glass non avrebbe mai e poi mai potuto immaginare cosa il destino gli stava riservando. Aveva giocato quasi sempre a cavallo tra il dilettantismo e il semi professionismo, guadagnandosi solo qualche convocazione in prima squadra con le Eagles e si preparava a vivere l’ennesimo pomeriggio di agonia, sperando questa volta di non soffrire oltre il dovuto.

Quando al 49’ il Plymouth passò in vantaggio, il Carlisle sembrava veramente condannato alla retrocessione. Nulla, ma proprio nulla, faceva presagire una possibile rimonta. Fortunatamente, solo dieci minuti più tardi, arrivò in mischia il gol del momentaneo pareggio, che trasformò l’ultima mezzora di gioco in una vera e propria battaglia atletica. 

Tra una serie infinita di occasioni da gol sventate, falli, tackle al limite della regolarità e lanci lunghi a casaccio nella speranza che il pallone rimbalzasse, per una volta, dalla parte giusta, ecco scoccare il 90esimo minuto di gioco. Il risultato è ancora di 1-1.

Qualche centinaio di miglia più in là, a Scarborough, la partita era già finita, il pubblico si era riversato in campo e dagli altoparlanti era già partito il classico “We’re staying up” di circostanza, per celebrare quella che sembrava essere una salvezza certa.

Ma a Brunton Park l’arbitro doveva ancora fischiare la fine. E si sa, nel calcio inglese (ce lo insegna la storia) la frase “la partita è finita solo quando fischia l’arbitro” non è una frase di circostanza ma uno stato mentale. 

La palla esce sul fondo. Calcio d’angolo. L’ultimo angolo della partita, il classico calcio piazzato della disperazione dove anche il portiere sale nel tentativo di trovare la spizzata decisiva. 

Portiere che, anche in questo caso, non si fece attendere: non appena l’arbitro indicò il corner, Jimmy Glass si riversò nell’area avversaria correndo come mai aveva fatto in vita sua. Mancavano pochi secondi alla fine della stagione e alla retrocessione del suo Carlisle. 

La palla viene calciata: Scott Dobie svetta di testa, ma la respinta del portiere ospite Dungey riusce a sventare momentaneamente il pericolo. Sulla respinta però, il primo ad avventarsi è un certo Jimmy Glass, che dopo aver percorso 80 metri per arrivare in tempo nell’area avversaria, scaglia la palla in rete tra l’incredulità generale del pubblico. Brunton Park ribolle di gioia, i tifosi si riversano in campo con il solo obiettivo di abbracciare forte il loro portiere-goleador.

Proprio lui, il portiere, aveva salvato la squadra dalla retrocessione e, molto probabilmente, dal fallimento.

La scena dei 10mila tifosi che invasero il prato cercando di abbracciarlo è una delle più iconiche della storia del calcio Inglese, tanto che è stata messa al 19esimo posto degli eventi più incredibili della storia del gioco, seconda solamente all’incredibile finale di Watford-Leciester nei playoff di Championship nel 2012 per quanto concerne la Football League.

Da quel giorno, la carriera di Jimmy subì un’inversione negativa incredibile, che lo porterà a ritirarsi qualche stagione più tardi, senza mai riuscire ad affermarsi sul serio. Oggi la vita di Jimmy Glass continua tranquilla, tra il ruolo di Player Liason Officer (la persona che cura i rapporti tra giocatori e società) del Bournemouth e un viaggio in macchina con la quale accompagna i turisti tra le rocciose coste del Sud dell’Inghilterra, raccontando aneddoti sulla sua carriera e su quel pomeriggio che lo fece diventare un idolo per il popolo del Cumberland e una leggenda della Football League.