Cosa è accaduto veramente al Villa Park?

È il minuto 41 della sfida tra Aston Villa e Sheffield United, la prima partita di Premier League dopo 100 giorni di stop obbligatorio, quando qualcosa di inedito e totalmente inaspettato accade. Punizione di Norwood, centrocampista delle Blades, battuto dal lato sinistro dell’area, cross nel mezzo e palla bloccata (apparentemente) da Nyland, portiere della squadra di casa. Pochi secondi dopo, al termine di quella che sembrava essere un’azione del tutto innocua, i giocatori dello Sheffield United alzano tutti le braccia al cielo per esultare. Hanno segnato. Come? Nella confusione della mischia creatasi in area di rigore, Nyland era finito addosso al palo e successivamente dentro la porta insieme al pallone.

La palla sembra aver superato nettamente la linea ma l’arbitro Oliver indica l’orologio e mima di non aver ricevuto nessuna notifica del gol dalla Goal Line Technology. Il gioco riprende e sul capovolgimento di fronte l’Aston Villa sfiora addirittura il gol del vantaggio.

Ancora qualche secondo e la regia manda in onda i replay dell’azione incriminata da diverse angolazioni: da qualsiasi parte la si guardi, la palla sembra essere entrata. E neanche di poco. Allo Sheffield United è stato negato un gol chiarissimo anche ad occhio nudo. Ma come, nell’era del VAR e della tecnologia di ultima generazione applicata al calcio, non si è riusciti a riparare all’errore commesso? Com’è stato possibile che a una squadra che si sta giocando la qualificazione alla prossima Champions League e che milita nel campionato più seguito e ricco al mondo, venga negato un gol che avrebbe potuto addirittura significare vittoria?

Beh, a quasi 24 ore dall’accaduto, quanto accaduto sembra piuttosto chiaro. E per sfortuna dello Sheffield United e dei suoi tifosi, sembra davvero un concatenarsi di eventi imprevedibili, che scagionano completamente la terna arbitrale.

Per prima cosa, il VAR non è potuto intervenire perché, da protocollo, non è previsto che venga consultata la Video Assistant Referee quando ad essere coinvolta è la Goal Line Technology. Inoltre, non ci sono nemmeno gli estremi per ripetere la partita in quanto non si tratta di un errore tecnico direttamente imputabile all’arbitro.

A questo punto viene da chiedersi perché non abbia funzionato la GLT. A fare outing sull’argomento è stata direttamente la Hawk-Eye Innovations, l’azienda che fornisce la Goal Line Technology alla Premier League che in un comunicato ha spiegato cosa è accaduto, addossandosi tutte le colpe.

“In oltre 9000 partite non ci era mai capitato di avere problemi di questo tipo con la tecnologia. Il sistema era stato testato e provato prima del match e sembrava funzionare correttamente secondo le regole imposte dalla IFAB, ma un’insieme di concause ha impedito all’arbitro di ricevere il segnale sul proprio orologio: le 7 camere situate sulle tribune attorno alle porte erano pesantemente ostruite dai giocatori, dalle braccia del portiere, dal palo e la traversa e non hanno quindi rilevato alcune irregolarità”.

In poche parole, era gol ma non ce ne siamo accorti. Lo Sheffield United tornerà a Bramall Lane con un punto in più e la certezza del sesto posto in classifica in solitaria e non sembra voler agire legalmente in merito al risultato ottenuto, ma se a fine campionato le Blades dovessero fallire la qualificazione a una competizione europea per questo episodio, allora si che il rammarico sarebbe grande.