La tribuna più antica del mondo

Great Yarmout, o Yarmouth, come viene più comunemente chiamata, è una località balneare della contea del Norfolk, in Inghilterra, a cavallo del fiume Yare, situata a circa 20 miglia (30 km) a est da Norwich.

Yarmouth sin dal 1760 è stato l’unico punto di accesso dalle Norfolk Broads ( una rete di fiumi e laghi per lo più navigabili, delle contee inglesi di Norfolk e Suffolk) al Mare del Nord. Il turismo negli anni è stato potenziato da una ferrovia aperta nel 1844 e che ha permesso un accesso più facile ed economico a tutta l’area circostante.

Le due principali attrazioni sono, il Wellington Pier, aperto nel 1854 e il più spettacolare Britannia Pier, aperto nel lontano 1858. Nel corso del XX secolo, Yarmouth era un vero e proprio centro turistico, con la sua famosa passeggiata sul lungomare, i suoi pub, i Fish and Chips Shops, i teatri,  la “Pleasure Beach”, il “Sea Life Centre”, l’”Hippodrome Circus” e il  “Time and Tide Museum”,  una delle opere vittoriane meglio conservate del Regno Unito, oltre che il terzo museo più grande del Norfolk.

Ma Great Yarmouth, è altresì famosa al giorno d’oggi per due motivi che, nel bene o nel male, ne hanno segnato la storia: una è la politica, l’altra, ovviamente, il football.

La cittadina balneare del Norfolk, infatti, divenne tristemente nota la notte del 19 gennaio 1915, quando nel pieno della Prima Guerra Mondiale, venne colpita dal primo bombardamento aereo della storia (insieme alla città di King’s Lynn) da Zeppellin tedeschi. Un evento cha cambiò negli anni successivi il concetto di “fare la guerra” e che tutt’oggi viene ancora raccontato nei libri, come in tanti documentari di genere.

Ma torniamo indietro di 23 anni. L’11 giugno 1892 la gente di Great Yarmouth celebra con grande orgoglio, l’apertura della nuova “Grandstand” del Wellesley Road Recreation Ground, lo stadio comunale costruito nel 1888.  All’inaugurazione partecipano circa 4.200 persone, assistendo a delle gare combinate di atletica e ciclismo. La nuova tribuna fu il dono alla città de costruttore locale A. E. Bond, il quale per un totale di 1,015 sterline, mise, come poi qualche anno dopo confessò, “il suo sigillo alla città”. Del resto a Great Yarmouth, in quegli anni, si respirava aria di cambiamento.

Cambiamento che arrivò, 5 anni più tardi. Siamo nella Town Hall di Yarmouth, è il 20 Luglio 1897, e in città c’è grande fervore. Si viene a sapere da Norwich dell’intenzione di fondare la Norfolk & Suffolk League, un nuovo campionato che ai nastri di partenza avrebbe visto darsi battaglia le maggiori compagini delle due contee. Fino al 1896, però, nella cittadina di Yarmouth c’erano due squadre, che negli ultimi anni avevano avuto parecchio successo nella Norfolk Senior Cup: i Yarmouth Fearnoughts e i Yarmouth Royal Artillery. Venne così deciso, che in città poteva esserci solo una grande squadra capace di competere con le rivali del nuovo campionato e si stabilì di prendere i giocatori migliori delle due compagini, per fondare sotto un unico stemma il Great Yarmouth FC.

Bisogna aspettare il 1920-21 per avere la prima vera grande data da ricordare: a Norwich, nel vecchio “The Nest”, stadio dei Canaries, si affrontarono il Great Yarmouth e i rivali storici (quelli situati dall’altra parte del fiume Yare) del Gorleston FC, nella finale valevole per la Norfolk Senior Cup. A vincere sarà il Yarmouth davanti a 10,267 spettatori, ancora oggi la partita con maggiore affluenza della storia del club.

Poi, arriva la Seconda Guerra Mondiale, con la “Grandstand” del Wellesley Road, che però non resta vuota. Durante il periodo bellico, si potevano vedere gli americani in tribuna guardare i colleghi dell’aviazione statunitense giocare a baseball: uno sport differente dal football, che molti in città non sopportavano, ma che a malincuore dovevano digerire visto il periodo.

La guerra poi finisce e, nel 1951, il Great Yarmouth FC assume come manager Jack Bradley, ex giocatore di Chelsea, Southampton, Bolton Wanderers e Norwich City, che, attrae a sé tutto l’entusiasmo dei tifosi Bloaters. La stagione 1951-52, con una “Grandstand” sempre stracolma e un affluenza media di 3500 spettatori, culmina con la vittoria della East Anglian Cup mentre la stagione successiva, i ragazzi di Bradley fanno di meglio, raggiungendo il primo turno di FA Cup e stabilendo un nuovo record di 6,963 spettatori. Quel giorno i libri di storia raccontano di una “Grandstand” talmente piena di gente che i tifosi furono costretti a portarsi da casa qualsiasi cosa pur di sedersi a bordo campo, mentre altri si accontentavano di stare in piedi o appollaiati sulle mura di cinta dell’impianto. Fu davvero un grande evento per Yarmouth.

Nel 1953-54 però, i ragazzi dell’ex stella della Football League, si superano. È il 21 Novembre 1953 quando al Wellesley Road Reacreation Ground, si fa la storia. Yarmouth è in fermento da un mese perché il blasonato Crystal Palace, club professionistico, sta per arrivare in città. Gli abitanti di Yarmouth fanno di tutto per aumentare la capienza dell’impianto: i 500 posti della “Grandstand” non bastano. Si posizionano anche casse di pesce dietro una delle porte, per far sì che la gente possa sedersi e assistere all’evento, mentre altri sistemano mattoni e cumuli di terra vicino alla recinzione pur di avere una benché minima visuale sul campo. I ragazzi di Bradley vanno in campo cercando di dare il massimo per la comunità, e già al sesto minuto di gioco l’attaccante Derrick Rackham, insacca il gol dell’1-0. Yarmouth sta battendo i giganti. O meglio, Yarmouth batte i giganti. Per miracolo, o forse, come dicono da quelle parti, “Thanks f**k to the god of seas” (“grazie al dio dei mari”), il Great Yarmouth FC vince con un gol di scarto contro il Crystal Palace di fronte alla cifra record di 8.944 spettatori e supera il turno di FA Cup. Una vittoria e un pomeriggio che restano, ad oggi, il più grande traguardo raggiunto dal club nei suoi oltre 120 anni di storia.

Bradley lascerà qualche anno dopo, con il Yarmouth ormai sprofondato nell’anonimato a causa di una profonda crisi economica e con la “Grandstand” colpita da un incendio che sventrò la sala del massaggiatore e gli spogliatoi adiacenti. Negli anni il club si riprenderà, sfiorando più volte il fallimento ma senza mai cedere al 100% per evitare di sparire definitivamente dalla carta geografica del football.

Bisogno però arrivare al 2000 prima che il Great Yarmouth, ilWellesley Road Reacreation Ground tornino a far parlare di sé: quell’anno infatti, la Grandstand fu inserita nell’elenco dell’Assessorato alla Cultura, ai Media e allo Sport e fu insignita della famosa “Blue Plaque” (targa blu), che la celebrava come la tribuna più antica del suo genere in un centro sportivo nel Regno Unito.

Tutto sommato, nonostante l’assenza di risultati degni di nota, Great Yarmouth, ha fatto parlare di sé nel corso della storia, pur essendo un piccolo centro cittadino sulla costa del Norfolk. I suoi cittadini sono orgogliosi di tutto quello che hanno vissuto, nel bene e nel male, e di tutto quello che hanno fatto per reagire alle peggio vicissitudini a cui la vita ti può metter di fronte.

La “Grandstand” del Wellesley Road Recreation Ground, rappresenta un pò tutto di questa identità cittadina, a cui tengono molto da quelle parti, perché oltre alla specialità del posto, le aringhe, e in un’epoca dove il calcio si muove velocemente verso il “nuovo” o il “ moderno”, qui avere una propria identità conta ancora qualcosa. Una tribuna, che per molti può essere solo una cosa relativa a un campo di pallone, in questo caso rappresenta un vero proprio simbolo dello spirito cittadino. Ha resistito a bombe lanciate dall’alto, a incendi, a chi nei primi anni 2000 voleva e demolirla o alle istituzioni che spingevano per abbandonarla.

Anche se il Great Yarmouth FC  attualmente giace nella Eastern Counties League – Division One North, lei, la Grandstand, è ancora lì, in tutta la sua autenticità. La stand, come si è soliti chiamare le tribune da queste parte, più antica al mondo.

A cura di Matteo Martino